L'a.d. Galliani vorrebbe i rossoneri in campo con il modulo che fu di Leonardo e che è stato provato nel secondo tempo col Cagliari, ma la squadra al momento non può permetterselo.
L'idea è di quelle intriganti, forse prematura e irrealizzabile, ma potrebbe essere un modo per dare una svolta a una stagione partita con il freno a mano tirato. La vittoria contro il Cagliari ha ridato entusiasmo all'ambiente rossonero, forse anche troppo, perché da salvare contro i sardi c'è il risultato ma non certo la prestazione. Adriano Galliani l'ha buttata lì e si sa che un consiglio dall'alto non può passare inosservato.“A me piaceva il modulo di Capello: bello e pragmatico, ma anche quello del mio fratello Leonardo, Il 4-2-fantasia: non mi dispiacerebbe rivedere quel modulo e già l’ho detto ad Allegri”. L'ad rossonero è tornato indietro nel tempo, stagione 2009-2010, quando Leo, alla prima esperienza in panchina, dopo un inizio in salita si inventò un Milan super-offensivo che fino a poche giornate dal termine rimase in lotta per lo scudetto.
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Tanto per intenderci, ora è De Jong a prendere il posto che fu di Pirlo a fianco di Ambrosini, un giocatore con caratteristiche tecniche completamente diverse. Ispirato dal Brasile 3 volte campione del mondo, il modulo adottato da Leonardo ha regalato grandi vittorie ma anche prestazioni deludenti, per via di un equilibrio mai trovato.
Anche perché Leo usava sugli esterni degli attaccanti veri (Pato o Huntelaar) e Ronaldinho, che in fase di non possesso non si dannava di certo a rincorrere gli avversari. Berlusconi inizialmente approvò l'esperimento, ma le cose precipitarono fino al divorzio di fine stagione, perché Leo insisteva su Pato esterno mentre il numero 1 rossonero lo vedeva solo come punta centrale.
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I vari El Shaarawy, Bojan, Emanuelson e Robinho possono fare gli esterni/seconde punte e garantire anche una certa copertura ai compagni del centrocampo costretti agli straordinari, mentre il ruolo che fu di Borriello lo può ricoprire bene Pazzini o quando rientrerà Pato.
C'è anche Montolivo che potrebbe travestirsi da Seedorf, ma con un simile modulo difficilmente troverebbero spazio Nocerino e Boateng, due che a inizio stagione erano tra gli intoccabili del Milan 3.0 di Allegri.
Stasera contro il Parma il centrocampo sarà ancora a 3, il modulo che tanto stuzzica Galliani per ora rimane solo una carta da giocare a gara in corso, come nel secondo tempo contro il Cagliari. A Milanello la rivoluzione può attendere, sempre che i risultati comincino ad arrivare.


