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Questa Inter dà la sensazione di non poter reggere l'olandese più due attaccanti, difficile reinventarsi mezzala dopo anni da trequartista.

L’ennesima vittoria lontano da San Siro, condita ancora una volta dall’assenza di reti subite, ha lasciato parecchi dubbi e fornito poche certezze. E non si tratta di stabilire se quest’Inter formato trasferta sia più provinciale o più intelligente, ma di chiarire se il successo di Verona sia reale punto di partenza per il futuro.

A sentire Stramaccioni lo sarà la difesa a tre, secondo il tecnico romano la soluzione tattica che meglio si adatta ai giocatori della rosa. Scelto il sistema di gioco, c’è una fase 2, ben più determinante, da mettere in opera: trovare un’identità di squadra attraverso tangibili e consolidate idee di gioco, e scegliendo gli interpreti giusti. A occhio e croce, però, chi rischia di patire di più il nuovo modulo è proprio il giocatore migliore dell’organico, Wesley Sneijder.

Un difensore in più significa necessariamente un giocatore d’attacco in meno: al momento è infatti improbabile che il centrocampo nerazzurro, non eccezionalmente dinamico e spesso disordinato in alcuni suoi interpreti (Pereira, tanto per fare un nome), possa sorreggere Sneijder e due attaccanti. E non è un caso che l’Inter sia andata leggermente meglio dopo l’ingresso di Cassano (e ancor meglio potrà andare con il rientrante Palacio).


L'Inter non può reggere
Wes e due punte, arduo
reinventarsi mezzala
Nei primi venti minuti l’olandese non è infatti riuscito a trovare la posizione giusta, finendo troppo spesso per rinculare lontanissimo dalla porta avversaria.

La sua incapacità nel ricercare la profondità è un difetto troppo pesante per una squadra che, necessariamente, dovrà spesso mantenere la linea difensiva più bassa (nessuno dei centrali nerazzurri ha nella velocità il punto di forza e il solo Chivu ha proprietà di palleggio che giustifichi un’occupazione costante della metà campo avversaria).

Una soluzione potrebbe essere riscoprire Wes nel ruolo di mezzala (ricoperto ai tempi dell’Ajax), chiedendogli maggior sacrificio in fase di copertura e lasciandogli libertà d’azione in fase d’attacco: un po’ il ruolo che Mazzarri ha ultimamente ritagliato per Hamsik, seppur lo slovacco abbia caratteristiche di corsa e movimento senza palla nettamente superiori all’olandese.

In ogni caso, sperare nel bel gioco e in sincronismi consolidati era logica utopia dopo appena un paio di allenamenti scarsi dedicati al sistema ormai di moda in tutta Italia. Se non altro la consolazione è che Strama, al contrario di Gasperini, avrà tempo di lavorare su una concezione tattica a suo modo rivoluzionaria per i prati della Pinetina.

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