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Ennesima prova deludente all’Olimpico, la situazione si sta facendo “patologica”. Serve una presa di coscienza: cosa si vuole essere davvero?

Quello che accade alla Roma da un anno a questa parte è ormai materia per psicologi. La Roma esce un’altra volta dall’Olimpico con le mani vuote o quasi, buttando via una partita e un risultato che stava maturando con un uomo in più e con il teorico controllo della situazione.

I discorsi si fanno sempre più complicati nell’analisi dei match che la Roma di Zeman sta disputando finora. Questo gruppo non sembra proprio in grado di affrontare partite del livello della Serie A, poiché crolla dopo un tempo dall’inizio e sempre più spesso si fa riprendere dall’avversario in situazioni paradossali, come quelle verificatesi con il Bologna e ieri sera.

Assumere quell’atteggiamento ad inizio ripresa, con il punteggio sull’1-0 e con l’espulsione di Maresca a complicare i piani di Ferrara, è quasi un delitto sportivo. La squadra ha abbandonato l’iniziativa, si è ritratta e ha lasciato il possesso del pallone ad un Samp che non ha nemmeno faticato a tenere su il proprio baricentro invece di venire schiacciata nella propria metà campo come si poteva facilmente immaginare.

LA PARTITA | ROMA-SAMPDORIA 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

ROMA
13
7
57%
5
3
3

SAMPDORIA
7
2
43%
3
3
3

Ma nella Roma non c’è nulla di facile o logico da immaginare. Il goal di Munari, arrivato peraltro in condizioni ridicole e su un cross mal interpretato da Stekelenburg, non ha fatto che evidenziare un regredire di tutta la Roma a partire dal suo mister, incapace di inculcare un minimo di carattere a dei giocatori che, sempre più inspiegabilmente, non riescono a chiudere partite nemmeno quando è scontato che lo facciano.

Siamo soltanto a quattro partite giocate, levando Cagliari-Roma, e i punti sono pochi e ottenuti male (a parte l’exploit di San Siro).

Non pare che gli accorgimenti presi (?) siano stati sufficienti ad evitare queste figuracce e soprattutto nessuno dei calciatori ha imparato dagli errori commessi, sia quest’anno che l’anno scorso. 

Quando è così, per la Roma la stagione è difficile che prenda una piega molto diversa: sarà importante capire che tipo di reazione e di soluzioni si possono adottare da subito, perché così non si può davvero andare avanti. E non c’è un cliente tranquillo alle porte, anzi.

A partire dalla società, per finire alla guida tecnica e ai ragazzi in campo, o si prende coscienza di quello che si vuole fare veramente o i tifosi termineranno presto la pazienza facendo sentire la loro voce non più per incitare e basta.

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