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I rossoneri ritrovano la vittoria e scacciano il tabù San Siro, ma sono ancora lontani dal top. Per un Faraone che trascina c'è un Pazzini che delude.

Una boccata di ossigeno era quello che ci voleva per il Milan di Allegri. Quando un paziente non riesce a respirare e la situazione é che grave bisogna correre subito ai ripari. Certo é che dopo il primo intervento non bisogna fermarsi e bisogna avere la costanza di continuare la cura.

Il Milan non è certamente guarito e la malattia é sempre in corso. La vittoria con il Cagliari ha però reso il lungo percorso della degenza un po' meno faticoso.

LA PARTITA | MILAN-CAGLIARI 2-0
EL SHAARAWY
Il 'Faraone' conferma l'ottimo stato di forma e si trasforma in un killer implacabile d'area di rigore, finalizzando perfettamente i due filtranti di Montolivo e Ambrosini. In questo momento è lui che prende in mano il Milan.
   
Alcune note positive si sono certamente viste anche se il quadro clinico non é certo dei migliori. Il centrocampo non sta rendendo a grandi livelli ed i continui cambi di uomini non aiutano, la difesa concede ancora troppo e l'attacco ha delle difficoltà.

Le occasioni sono arrivate ma un po' più di concretezza sarebbe utile in un momento così delicato. É tornato a disposizione Robinho ma é ancora disperso Pazzini: tre gol pronti via e poi poco altro per un giocatore che senza la rete ha trovato la via del nervosismo gratuito.

I nervi saldi sono un requisito essenziale per tenere calme le acque ed evitare di finire altre partite in nove. I nervi saldi servono perché quando la barca rischia di affondare tutto l'equipaggio deve remare compatto.

Su tutti spicca un El Shaarawy diventato punto di riferimento e bomber della squadra. Il Faraone sta rispondendo presente e sta ripagando la fiducia della società che lo ha riscattato e dell'allenatore che lo preferisce ad un Bojan dimenticato in panchina.

Molto é ancora da sistemare e tanto c'è ancora da lavorare. Servivano i tre punti per rimarginare la ferita e fermare l'emorragia. Guarire sarà difficile e forse non ci si riuscirà. Limitare i danni deve essere la parola d'ordine.

Poi per i sogni e per l'irrealizzabile c'è sempre spazio.

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