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I bianconeri vantano una grande varietà di soluzioni offensive. Quagliarella è l'uomo nuovo, in attesa di Bendtner, mentre il duo Vucinic-Giovinco garantisce imprevedibilità...

Il tema delle punte, anche quando esula dall’aspetto relativo al calciomercato, si rivela sempre e sistematicamente uno degli argomenti più interessanti da trattare e la gestione in merito della Juventus offre molteplici spunti di riflessione. Con tanto di interrogativo: qual è il tandem più consono alle caratteristiche del gioco studiato e applicato da Antonio Conte?

Fino a questo momento, complice la grande duttilità mostrata dal tecnico bianconero, è molto difficile dire quale sia la coppia offensiva più proficua al fabbisogno zebrato. I due giocatori più tecnici che compongono il reparto offensivo sabaudo, ovvero Giovinco e Vucinic, hanno mostrato grande affiatamento e, soprattutto, ampi margini di crescita comuni per quanto concerne il futuro prossimo.

Entrambi, infatti, quando giocano assieme offrono ai loro compagni una grande risorsa: l’imprevedibilità. Per le retroguardie avversarie, infatti, è molto complesso poter affrontare in maniera congeniale calciatori simili e la Vecchia Signora fa dell’imponderabile il proprio credo calcistico. Contro Parma e Udinese, d’altro canto, ambedue hanno letteralmente preso a pallonate le difese nemiche. Mentre in Inghilterra contro il Chelsea il binomio non è riuscito a rivelarsi particolarmente conveniente e convincente.


Giovinco, Quagliarella e Vucinic hanno iniziato bene la stagione

Alessandro Matri, invece, l’occasione importante l’ha avuta a Genova e, risultati alla mano, non è riuscito a sfruttarla nel migliore dei modi. La punta lombarda nel capoluogo ligure è partito dal primo minuto al fianco proprio del folletto di Beinasco ma, dopo appena 55 minuti, è stato sostituito dal genio montenegrino. Negli spezzoni disputati con Parma, Udinese e Chelsea, invece, giudicarlo non è stato possibile, in quanto il minutaggio da lui conseguito impedisce una corretta valutazione.

E poi veniamo al curioso caso di Fabio Quagliarella. Da possibile partente nella compravendita estiva a uomo leader della compagine juventina. Il partenopeo, dopo aver regalato il pareggio ai bianconeri in quel di Londra e, soprattutto, dopo aver rifilato una doppia marcatura al Chievo Verona, è riuscito a far rivoluzionare le gerarchie contiane. Riuscendo, inoltre, ad assicurarsi una maglia da titolare nella sfida disputata ieri sera a Firenze contro la banda guidata da Montella.

Scenario impensabile fino a qualche settimana fa, realtà concretissima dell’attuale presente zebrato. Tuttavia, per dovere di cronaca, bisogna dire che il suo debutto con Giovinco non è stato dei migliori. Dialogo tattico tra i due ce n’è stato davvero poco e, proprio per questo motivo, lo staff tecnico torinese, nella ripresa del match consumatosi in Toscana, ha optato per ristabilire il più affiatato tandem d’attacco composto da Giovinco e Vucinic.


Un po' in ombra Matri, i bianconeri aspettano Bendtner...

In questo ragionamento non può essere considerata la posizione di Nicklas Bendtner, il quale – finora – ha maturato solamente 10’ contro il Chievo Verona. Ma anche lui in futuro potrà dire la sua, supportato dalle caratteristiche di una seconda punta (Giovinco o Vucinic) o dall’estrosità di Eta Beta. Difficile, ovviamente, ipotizzare un suo possibile coinvolgimento con Matri.

In conclusione: la Juventus può fare affidamento su un parco punte di notevole spessore e, in quest’ottica, va menzionata anche la figura di Simone Pepe. L’esterno di Albano Laziale, quando recupererà dall’infortunio che lo sta tenendo lontano dai campi di gioco, potrà offrire nuovi spunti tecnico-tattici al proprio allenatore. Il suo ritorno, per di più, potrà elargire un vecchio e caro ricordo dell’ultimo scudetto di Madama: il 4-3-3. Un’altra freccia nella faretra del mago salentino.

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