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Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, commenta per Goal.com i temi più importanti della Serie A dopo ogni giornata di campionato.

Maurizio Compagnoni
Editorialista di Goal.com per la Serie A
 

Che per le due milanesi potesse essere una stagione, almeno in avvio, difficile era abbastanza scontato. Che iniziassero il campionato con quattro sconfitte su quattro partite a San Siro è un po' troppo. E le difficoltà sono arrivate puntuali anche in Europa: triste zero a zero del Milan in Champions contro l'Anderlecht, sofferto 2-2 dell'Inter in Europa League contro il Rubin Kazan.

Milan e Inter non si risollevano, anzi. Il sospetto è che ci sia una pericolosa involuzione dalla quale non sarà semplice smarcarsi.

Quali sono i problemi che attanagliano i due club di Milano? Essenzialmente due: organico e programmazione. Dopo aver trionfato in Champions i dirigenti delle due squadre si sono seduti, come se la loro missione fosse terminata. E' scomparsa ogni forma di programmazione, sono stati gonfiati in modo clamoroso i costi con ingaggi fuori da ogni logica e la scelta dei giocatori sul mercato non è stata illuminata come nel recente passato.

Inter e Milan, l'incubo prosegue: i club milanesi sono in fase di involuzione, non sarà semplice smarcarsi.

L'Inter che prendeva Cambiasso gratis, Julio Cesar a 4 milioni e Maicon a 6 si è avventurata in operazioni discutibili come il talentuoso ma lentissimo Alvarez a 12 milioni. E l'ultimo mercato ha regalato pochi giocatori da Inter, peraltro con forti dubbi sulla loro collocazione tattica.

Mudingayi è un buon incontrista, forse sottovalutato. Ma è un mediano che si esalta con il centrocampo a quattro e, come a Bologna, soffre giocando a tre, il sistema adottato da Stramaccioni. Lo stesso Gargano non può fare il regista (partita contro  Roma) e se a Napoli è stato protagonista di ottime stagioni è anche vero che quando il club di De Laurentis ha alzato l'asticella Gargano non è stato più titolare fisso. Difficile che potesse diventarlo all'Inter. La società ha deciso di puntare per la panchina su Stramaccioni. Che avesse delle ottime qualità era noto sin dai tempi degli allievi della Roma ma era inevitabile che, promosso in prima squadra all'Inter, pagasse dazio alla mancanza di esperienza.

Rispetto al Milan, comunque, l'Inter dà la sensazione di avere una squadra con meno problemi da risolvere. O quantomeno risolvibili con tempi più brevi.

Rispetto a quelli del Milan, i problemi dell'Inter sembrano risolvibili in tempi più brevi.

Al Milan la situazione è più complessa. E la difesa di Allegri da parte della società nasconde, forse, la consapevolezza di aver sbagliato molte scelte nelle ultime sessioni di mercato. A cominciare da un ruolo fondamentale come quello del regista o, se preferite, del perno davanti alla difesa. Il Milan aveva un regista formidabile come Pirlo e lo ha lasciato partire perché Allegri aveva deciso di puntare su un giocatore dalle caratteristiche diverse come Van Bommel.

Ma all'annuncio dell'olandese che a luglio 2012 sarebbe tornato in Olanda la società non ha fatto una piega, illudendosi che Montolivo avrebbe risolto il problema. Peccato che lo stesso Montolivo appena messo piede a Milanello ha detto che lui regista non è. Al Milan mancano almeno tre giocatori per essere competitivo per il terzo posto. A meno che Robinho non torni quello della prima stagione in rossonero e Pato all'improvviso ritrovi muscoli indistruttibili. Con quei due davanti al top le prospettive cambierebbero in modo deciso. Ma, soprattutto il discorso relativo a Pato, al momento è decisamente aleatorio.

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