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Ma affidarsi a numeri, tendenze e simili ha poco senso. Casa o trasferta, i problemi ci sono e come ha anche dichiarato più volte Stramaccioni prima si risolvono, meglio è.

Il risultato parla da sé, e la maledizione continua. I caratteri che sta assumendo questa astinenza da vittoria casalinga sono ormai un campanello d'allarme per Stramaccioni e la squadra, apparsa in netta difficoltà psicologica nel ko di ieri per 2-0 contro il Siena. Ma il problema non è solo questo tabù San Siro da sfatare, perché il trend potrebbe continuare anche nelle gare in trasferta, i punti su cui Strama deve focalizzarsi sono altri.

Chiariamoci subito, ai punti l'Inter non avrebbe meritato di perdere. Ovviamente la squadra nerazzurra ha fatto la partita, ha avuto la supremazia territoriale per larghi tratti della gara ed ha costruito molte più occasioni degli avversari, che però hanno saputo concretizzare al meglio le opportunità avute, meritando alla fine la vittoria per l'efficace organizzazione e per un equilibrio collettivo esemplare.

A l'Inter è mancato proprio questo, in particolar modo quando era il Siena ad attaccare. Lo spirito di squadra è complementare a quello di sacrificio, senza il quale diventa difficile esercitare un qualsiasi tipo di organizzazione di gioco, per di più senza palla, come richiede la fase difensiva. E per questo è normale che si subiscano due goal anche senza essere messi continuamente sotto pressione, basta un momento di rilassamento o uno spazio in più per crearsi problemi.

LA PARTITA | INTER-SIENA 0-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

INTER
23
11
60%
10
1
4

SIENA
8
3
40%
8
4
2

E la causa della sconfitta di oggi è principalmente questa, oltre ad alcuni errori individuali nelle circostanze delle due reti, soprattutto di Juan Jesus. L'Inter non è riuscita a giocare da squadra, aiutando poco quando c'era da difendere ed affidandosi spesso ad iniziative personali in fase d'attacco, classici segni di squadra in giornata no, ed anche in carenza di idee.

Nel primo tempo, tutte le giocate portavano la firma di Cassano, in grande spolvero, e Sneijder, attivo come poche volte in stagione ed autore di una serie di conclusioni da fuori che hanno messo a dura prova Pegolo, nettamente il migliore in campo dei suoi.

Ma poi s'è visto poco altro. Se Cassano non saltava l'uomo da solo, o Sneijder non liberava il tiro dalla lunga distanza, l'Inter andava in affanno e non sapeva cosa fare. Movimenti collaudati tra i reparti se ne sono visti pochi, come non si sono viste combinazioni laterali nonostante la presenza di terzini di spinta come Pereira sulla sinistra e Nagatomo sulla destra.

In questo modo l'Inter si è limitata le alternative offensive per sbloccare la gara con le sue stesse mani, il Siena non ha dovuto fare granché di difficile, anche se la squadra di Cosmi ha avuto il merito di non deconcentrarsi mai e di rimanere sempre compattissima. L'esatto opposto di quella di Stramaccioni, che invece è poi andata in panico nel momento di difficoltà, sbagliando molto e collaborando poco.

Il tecnico romano merita un capitolo a parte. Questa volta ha toppato anche lui, nelle scelte delle sostituzioni. Giusto passare al 4-2-3-1 sullo 0-0 nella ripresa, ma è apparso un po' meno giusto sia togliere Guarìn che inserire Alvarez.

Il primo, è uno dei giocatori più in forma nella squadra, sebbene ieri non fosse apparso in un pomeriggio di grazia, ma aveva a disposizione ancora 40 minuti per rendersi utile alla propria causa e soprattutto è uno che non molla fino al novantesimo, avrebbe potuto ancora dire la sua in campo.

L'argentino, invece, non è l'uomo adatto a cambiare la gara, perché impiega sempre un po' di tempo per ingranare, senza contare che non è quel tipo di calciatore che di certo velocizza la manovra, lui dà il meglio di sé in altri contesti.

Anche l'ingresso di Coutinho è stato molto tardivo, con circa una decina di minuti a disposizione l'asso brasiliano non ha avuto molte chances di mettersi in mostra per tentare di raddrizzare la gara. Statisticamente parlando, anche i numeri stanno assumendo una rilevanza non da poco in questo avvio alternato di stagione dei nerazzurri.

Con i goal di Vergassola e Valiani subiti oggi, il numero delle reti incassate in casa in cinque partite è salito a dodici, più di due a partita, una cifra evidentemente alta per una squadra dalle ambizioni di Europa, anche se parlare di ambizioni in questo 'cantiere' Inter è un po' troppo prematuro. Dall'altro lato, mercoledì si va a Verona, e se l'Inter mantiene l'andamento finora avuto in stagione, il risultato che ci si aspetta è positivo.

Ma affidarsi a numeri, tendenze e simili ha poco senso. Casa o trasferta, i problemi ci sono, come ha anche dichiarato più volte Stramaccioni, e prima si risolvono, meglio è. Ed è meglio che l'Inter lo faccia subito, prima di entrare in vortici molto familiari in questo momento all'altra sponda di Milano, da quali uscire non è mai facile.

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