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Pur giocando quasi tutta la gara con l'uomo in più, la squadra di Mazzarri si è dimostrata poco incisiva contro la difesa del Catania, rischiando di prender goal in contropiede.

L'espulsione lampo di Alvarez dopo 2' è stato quanto di peggio potesse accadere. Non di certo per la vecchia storia che in 10 uomini si gioca anche meglio. Nel caso del Napoli i fattori si ribaltano e l'inferiorità numerica dell'avversario diventa l'incubo: Catania costretto ad abbandonare qualsiasi intento offensivo ed i nove uomini dietro la linea della palla materializzano un muro di gomma su cui i partenopei battono testa e gambe per tutta la gara.

Resta in piedi la considerazione dell'uomo in più a disposizione degli azzurri che in questo senso spazza via qualsiasi alibi. Ma per chi conosce il dna di questa squadra il pareggio senza reti non è una sorpresa. Nei quattro anni di gestione Mazzarri l'incapacità di esprimere calcio contro le squadre che si chiudono è stata una lacuna mai colmata.

LA PARTITA | CATANIA-NAPOLI 0-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

CATANIA
6
2
33%
3
3
5

NAPOLI
17
6
67%
14
4
4

I motivi sono ormai noti: cronica mancanza di qualità in mediana e movimenti offensivi che, per le caratteristiche dei singoli - prima Lavezzi, oggi Insigne, Vargas e lo stesso Pandev - privilegiano gli spazi larghi e la possibilità di andare in profondità.

Quando però c'è da scardinare difese schierate, con le corsie esterne bloccate ed incapaci di allargare gli spazi, gli azzurri perdono inevitabilmente la via della porta. La mancanza di un centrocampista che riesca a 'costruire' calcio si fa sentire più di quel che forse tecnico e società hanno valutato in fase di mercato. Il peccato originale, in questo senso, ha un nome e cognome: Gokhan Inler.

Dallo svizzero ci si aspettavano ben altre prestazioni, ormai liberato dalla scomoda presenza di Gargano e favorito da un modulo che Mazzarri ha pensato proprio per tentare di liberare quelle qualità di gioco che solo due stagioni fa facevano dell'ex Udinese il miglior centrocampista del torneo.

E proprio il sacrificio di Inler per l'ingresso di Insigne - e successivamente quello di Vargas per Aronica - è stata la mossa della disperazione nel tentativo di bucare la difesa etnea, con il conseguente sacrificio di Hamsik di cui si sono inevitabilmente perse le tracce.

Ma paradossalmente i due punti persi si sono trasformati in un punto guadagnato quando un miracolo di De Sanctis ed il palo hanno evitato che Gomez consegnasse per direttissima la beffa finale. Mazzarri ha promesso che parlerà alla squadra e che in vista della Lazio cambierà qualcosa.

Si prospettano modifiche in mediana e forse il tecnico potrebbe concedere fiducia dal primo minuto ad Insigne, magari senza costringere il giovane talento a forzati compiti di copertura che ne condizionano istinto e rendimento. Mercoledì sera è inevitabilmente troppo vicino e la reazione richiesta dovrà essere immediata. Altrimenti la Juve potrebbe già essere troppo lontana.

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