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A Parma un pari dal retrogusto agrodolce. Ottima conferma della Fiorentina sul piano del gioco, ma i primi nodi del “cantiere viola” vengono al pettine.

Sentimenti contrastanti animano il “popolo viola” dopo il pareggio a Parma. Più la delusione per una vittoria sfumata nel tempo di recupero, per un rigore ingenuo quanto sfortunato provocato da Luca Toni, o la soddisfazione per la conferma del gioco della Fiorentina? Forse per una volta prevale un minimo di delusione, perché con la partita “dell'anno” contro la Juventus alle porte strappare 3 punti al Tardini sarebbe stato fondamentale, sia per muovere in modo consistente la classifica e restare con le primissime, che per arrivare carichi a mille contro la squadra più forte del campionato, pronti a trasformare il Franchi in un'arena e tentare il colpaccio.

La partita della Fiorentina è stata per certi aspetti simile a quella di Napoli, prima trasferta del campionato. Un primo tempo dominato, ancor più che a Napoli, con un goal di vantaggio ed un dato impressionante: 24 minuti di possesso palla per i ragazzi di Montella contro gli 11 del Parma. Numeri che la dicono lunga su come la Fiorentina faccia gioco, non perda quasi mai palla e con trame a tutto campo imponga il suo calcio. Anche in trasferta, e contro una squadra ben messa in campo e molto solida come il Parma, che non trovava spazi perché subito pressata da raddoppi precisi.

I punti dolenti? Quello di non esser riusciti a chiuderla la partita, viste alcune buone occasioni e soprattutto la mole di gioco, impressionante. C'è un forte disequilibrio tra gioco prodotto – occasioni pericolose create, è questo il dato su cui deve lavorare Montella. Si sapeva dall'inizio che l'attacco è “monco”, che manca un centravanti di livello che possa alleggerire dalle spalle di Jovetic l'intero peso delle realizzazioni (4 goal su 5 prima di Parma segnati dal montenegrino).

LA PARTITA | PARMA-FIORENTINA 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

PARMA
9
5
49%
2
5
0

FIORENTINA
11
6
51%
4
3
1

Il tecnico gigliato le sta provando di tutte, facendo girare molti uomini (ieri in campo Seferovic, poco incisivo anche se in certi momenti ha giocato bene di sponda), ma senza ancora riuscire a trovare la soluzione giusta. Forse perché letteralmente non c'è, a meno di riuscire ad intensificare ancor più i ritmi di gioco e aumentare il numero degli inserimenti dei centrocampisti e laterali.

Non è un caso che il goal, straordinario, della Fiorentina sia arrivato da una prodezza di Roncaglia, un tiro impossibile anche solo ad immaginarlo, 40 metri per una fiondata bellissima e imprendibile. E proprio Roncaglia, ormai idolo dei tifosi viola, ha sfiorato il raddoppio con una zampata su corner, stampatasi sul palo di Mirante. Sarebbe stato probabilmente l'uno due decisivo, che avrebbe forse fiaccato le velleità dei ducali.

Invece nel secondo tempo il Parma ha intensificato i ritmi, e la Fiorentina s'è abbassata troppo. Ha concesso quasi completamente il centrocampo e la palla ai rivali, che hanno sfiorato il pareggio con il rigore parato da Viviano (troppo irruento Roncaglia!), e con un colpo di testa perentorio di Amauri, salvato da una prodezza del portiere viola. Un Parma molto volitivo ma non così incisivo ha messo a nudo le debolezze attuali della Fiorentina, uno splendido cantiere ancora un po' fragile per reggere un assalto.

C'è un abisso tra la Fiorentina che tiene palla e la fa correre con movimenti precisi e organizzati, e quella che è costretta a rincorre gli avversari. Tenere quei ritmi di gioco per tutti i 90 minuti sarà difficile, ma è in questa direzione che Montella dovrà lavorare, magari cercando un'alternativa a Pizarro (Aquilani?) per il finale di partita, quando la carta d'identità del cileno presenterà il conto.

Oppure provare a trasformare Mati Fernandez in un centrocampista più completo, non proprio “alla Pirlo” ma più votato a costruire che a suggerire l'ultimo passaggio. Forse inserire prima Migliaccio al posto di Romulo poteva essere di aiuto. Altra nota positiva la linea difensiva a tre Tomovic – Rodriguez – Roncaglia, che ha retto bene concedendo pochissimo.

L'ultima nota su Jovetic. Per una volta è stato forse il peggiore della Fiorentina, non è peccato dirlo. E non solo per il rigore sbagliato a un minuto dalla fine, match point a campo vuoto tirato con eccessiva sufficienza; ma per come ha giocato tutta la partita. Vero che era sempre raddoppiato, a volte triplicato, ma non ha mai cercato di smarcarsi, di aprire spazi con i suoi movimenti agli inserimenti dei compagni.

Le poche volte che ha ricevuto palla è stato molto egoista, soprattutto nel finale quando Toni più di una volta si era smarcato bene. Non è il caso di mettergli addosso la croce, incolpandolo della sconfitta, ma è una partita che Montella dovrà rivisitare con lui, perché la crescita del “fenomeno” viola passa anche da partite un po' così, dove in giornate meno brillanti non deve sentirsi in dovere di vincere da solo ma di essere il solista di una splendida orchestra.

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