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Una Lazio impeccabile dal punto di vista difensivo, quella vista a White Hart Lane. Poco stile, tanta sostanza, per una versione più 'aggraziata' del catenaccio d'antan...

C'era voluto decisamente poco per sbarazzarsi dei modesti sloveni del Mura, c'è voluto decisamente di piu' per uscire indenni dalle mura dello White Hart Lane. Una nuova versione della Petko-Lazio, leggermente modificata nel modulo, nella mentalità e negli interpreti in campo: una specie di catenaccio piu' carino. Se offensivamente si è visto qualcosa di meno, lo stesso non si puo' dire della fase difensiva, divenuta oramai un must della nuova gestione.


6 partite ufficiali e 2 soli goal subiti: la difesa laziale è un muro
Sei incontri ufficiali, due sole reti subìte; una nel ritorno all'Olimpico contro i malcapitati sloveni, l'altra su rigore contro il Chievo e a risultato ampiamente acquisito. Davanti a Marchetti, un vero e proprio muro: se ti chiami Cavanda o Dias, Scaloni o Lulic, poco importa, non si passa. Tutti aiutano tutti, i centrocampisti ripiegano sempre, addirittura si vede Klose pressare a tutto campo e staccare nella propria area sui calci d'angolo. Poco stile, tantissima sostanza.

Chiamatelo Special Three, chiamatelo Vlado oppure semplicemente mister: Vladimir Petkovic “non è un pirla” direbbe Mourinho. La Lazio si presenta a cospetto dell'ottimo Tottenham dello Special Two alias André Villas Boas priva di alcuni importanti elementi come i veloci Konko e Candreva, fondamentali pedine contro giocatori sprinter come Bale e Lennon. Ti aspetti uno Zarate o un Ederson sulla fascia, invece dentro Onazi e 4-5-1 che dire abbottonato sarebbe troppo poco.

Il tecnico teme le incursioni dei due sopraccitati esterni londinesi e, a ben donde, fa di tutto per bloccarli ma senza disdegnare le ripartenze veloci. Il Tottenham fatica a infilarsi nelle maglie della Lazio ma continua a sbattere contro un muro; Dias è ispiratissimo e sulle fasce arrivano raddoppi di marcatura continui finchè il fiato grida presente.


A White Hart Lane 0-0 prezioso. E con un po' di fortuna...
Succede cosi' che nello zero a zero della prima frazione si contino piu' occasioni per gli ospiti, con un Klose clamorosamente sprecone in area di rigore e un Gonzalez talmente ispirato da schiantare una clamorosa traversa sul finire di tempo. Nella ripresa gli Spurs ci provano con maggiore insistenza e si fanno pericolosi soprattutto sui calci da fermo trovando anche la via della rete, ma l'arbitro annulla il tutto per un mezzo fallo (fischiabile) su Mauri. Pochi altri pericoli per Marchetti, zero occasioni per i biancocelesti.

Tu chiamalo se vuoi 'catenaccio', ma il muro regge e il punto viene accolto col sorriso a Formello. Domenica sera arriva il Genoa affamato di punti e vittorioso nella sua ultima apparizione all'Olimpico e difficilmente rivedremo la Lazio 'betoniera' vista contro il Tottenham, anzi, è praticamente un miraggio: chissà quale altra diavoleria starà covando lo Special Three di Sarajevo...

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