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Le quattro squadre della nostra pattuglia sembrano aver iniziato la competizione con lo spirito giusto. Non come gli anni scorsi, quando si assisteva a delle 'scampagnate'...

La prima serata di questa edizione di Europa League va in archivio, e per le nostre compagini il bilancio è più che positivo. Tre pareggi e una vittoria netta, accompagnati da qualche sospiro di troppo, ma soprattutto dalla sensazione che stavolta la seconda competizione europea sarà presa sul serio, non come negli anni passati quando veniva paragonata a una 'scampagnata' del giovedì sera.

Per rendercene conto, riavvolgiamo il nastro di un anno, esattamente al 15 settembre 2011. Le italiane impegnate nella ex Coppa Uefa erano la Lazio e l'Udinese, con la Roma di Luis Enrique che aveva già salutato la truppa facendosi eliminare nel preliminare dal modesto Slovan Bratislava. Quella sera i risultati non furono negativi: pareggio dei biancocelesti in casa contro il Vaslui, vittoria di misura per i friulani, sempre tra le mura amiche, contro il Rennes.

Ciò che più destava preoccupazione era la scarsa voglia di mettere in campo energie fisiche e mentali preziose per il campionato, quasi fosse una perdita di tempo giocare in Europa, con squadre stravolte per 3-4 o anche 5/11, per poi rendersi conto della valenza di questa manifestazione solo all'ultima giornata del girone, dove i giochi erano quasi sempre compromessi e occorreva spendere il doppio della fatica per rimettere a posto le cose. Un giochino davvero snervante, se si pensa alla bagarre che ogni anno vede coinvolti numerosi club della serie A, pronti a tutto pur di accaparrarsi un posto in Europa.

Quest'anno, però, la musica sembra essere diversa. Tutte e 4 le formazioni nostrane impegnate in EL erano pressochè schierate con le formazioni tipo, e nessuna di loro voleva sfigurare e prendere sottogamba il torneo.

Napoli-Aik Solna 4-0: la cronaca

Il Napoli è quella che più di tutte ha avuto vita facile, grazie ad un avversario che definire modesto è un eufemismo e ad una rosa finalmente adeguata per affrontare le tre competizioni. Dimenticato il discorso dei 'titolarissimi' di Mazzarri, quest'anno chiunque giochi da l'impressione di essere all'altezza. Il 4-0 all'Aik Solna, con annessa tripletta dell'oggetto misterioso Edu Vargas, ne è una dimostrazione.

Tottenham-Lazio 0-0: la cronaca

La Lazio di Petkovic aveva forse il compito più difficile, ma a White Hart Lane ha dimostrato grinta e determinazione, giocando per buoni tratti alla pari del Tottenham e sapendo soffrire nei momenti più difficili. Nei biancocelesti si vede già la mano dell'allenatore.

Inter-Rubin Kazan 2-2: la cronaca

L'Inter invece conferma la maledizione del nuovo manto di San Siro e tutte le sue amnesie difensive. Anche i nerazzurri, come già aveva annunciato Stramaccioni alla vigilia, vogliono arrivare il più lontano possibile e il pareggio al 92' contro la più ostica del suo girone – Rubin Kazan – fa ben sperare per il futuro.

Udinese-Anzhi 1-1: la cronaca

L' Udinese infine, che tiene in mano il gioco per tutto il match contro un Anzhi sornione e fin troppo remissivo, viene punita dall'unica ingenuità difensiva (del suo portiere Padelli), ma getta il cuore oltre l'ostacolo e agguanta il pari con il solito Totò Di Natale.

Dopo questa serata, la situazione del tanto temuto Ranking Uefa rimane invariata, con l'Italia quarta (53.147), ad un paio di lunghezze di vantaggio su Francia e Portogallo che si scambiano le posizioni, mentre il prezioso terzo posto della Germania resta lontanissimo, a più di 12 punti di distacco.

Certo, siamo solo alla prima giornata di questa lunga avventura, ma se il buongiorno si vede dal mattino e le italiane continueranno con questo spirito e questa mentalità, allora potremo star tranquilli almeno per il quarto posto, sperando anche in un buon cammino in Champions di Milan e Juve.

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