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Dopo la goleada all'Aik il tecnico si ritrova un'opzione in più per l'attacco e la consapevolezza di poter contare su alternative di prim'ordine. 'Rimandato' solo El Kaddouri.

Il cerchio si chiude. La batteria delle bocche da fuoco del Napoli sembra essere finalmente completa e pronta. Dopo Pandev ed Insigne, con Cavani che non ha mai avuto bisogno di presentazioni, ecco i tre goal del cileno Vargas che chiudono la 'passeggiata' di Europa League e restituiscono a Mazzarri un'ulteriore opzione per l'attacco.

Una tripletta all'esordio da titolare che ricorda il battesimo del goal di Lavezzi nella lontana estate del 2007: tripletta al Pisa ed inizio della parabola ascendente del Pocho, il resto è storia recente. Ma "Vargas è Vargas. Sapevamo quanto valeva, noi eravamo tranquilli anche dei soldi spesi. Questi gol lo faranno sicuramente esplodere": un De Laurentiis raggiante nel dopogara si gode quella che potrebbe essere l'inizio dell'esplosione di una promessa costata 12 milioni di euro e che potrebbe trasformarsi in un'ulteriore plusvalenza da esibire in vetrina.


Ieri è stata la notte di Vargas: il cileno diventa un'alternativa valida
Che la squadra svedese, però, fosse un avversario di modesto livello era risaputo e l'ampio turnover attuato dal tecnico livornese è stato apparentemente giustificato dalla priorità per il campionato e per la prossima trasferta di Catania. La realtà è che battere gli svedesi con scioltezza era il minimo sindacale per le seconde linee azzurre che si apprestano a diventare i 'titolari del giovedi', perlomeno nella fase a gironi.

Buone le risposte di Gamberini e Mesto che confermano il loro pedigree e la capacità di interpretazione del ruolo; sicurezza e senso della posizione per Rosati - il futuro della porta partenopea sembra tutto suo - ed ottima la prestazione di Behrami, che ha sciolto definitivamente le riserve sui motivi della scelta dell'ex viola per sostituire Gargano: stessa voracità di corsa e vivacità tattica, con l'aggiunta del fisico prestante e di piedi discreti. Nel cambio, finora, gli azzurri sembra ci stiano guadagnando.

Da rivedere, e non solo per questioni di integrazione con i meccanismi di gioco, l'impiego di El Kaddouri come vice-Hamisk. Forse l'etichetta di prima alternativa allo slovacco è ancora un tantino velleitaria.

Se per innescare Insigne occorre la classe cristallina di Pandev, contro l'Aik il gioiellino di Frattamaggiore ha provato ad entrare nei panni del macedone: alle spalle di Vargas è stato bravo a calarsi nel ruolo, dispensando palloni interessanti al compagno di reparto - suo l'assist in occasione del raddoppio - e solito sacrificio in copertura in fase di non possesso.

Il cammino nell'Europa minore è appena cominciato ed è prematuro parlare di obiettivo stagionale. Potrebbe diventarlo, cosi come è stato per la Coppa Italia lo scorso anno. Ma il campionato è alle porte, c'è da ribadire il primato in classifica e l'idea di "quella cosa lì" dai tre colori è troppo forte per non essere accarezzata.

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