thumbnail Ciao,

L'Inter è riuscita ad agguantare soltanto nei minuti di recupero il pareggio contro il Rubin Kazan: c'è qualcosa che non va sul piano psicologico...

Il blitz nel finale come una chiamata dal cielo. Il goal di Nagatomo a un minuto dal termine evita la terza sconfitta in quattro partite dell'Inter a San Siro, che in tutta onestà sarebbe stata ingiusta vista la mole di gioco complessiva espressa dalla squadra di Stramaccioni contro il sempre ostico Rubin Kazan.

Guardando il bicchiere mezzo pieno, il 2-2 di ieri sera va considerato un buon pareggio considerando le circostanze in cui è avvenuto: il Rubin è nettamente l'avversario più forte del girone e un goal a pochi secondi dallo scadere può dare la giusta carica in vista del prossimo impegno di domenica contro il Siena.
Allo stesso tempo, però, il primo tanto atteso successo tra le mura amiche viene ulteriormente rimandato ed il fattore pressione può cominciare a pesare sempre di più sulle spalle dei nerazzurri.


Anche contro il Rubin i soliti alti e bassi: l'Inter non si assesta
L'Inter di questa sera ci ha fatto vedere un po' tutto ciò che ci aveva offerto fino ad ora in stagione, nel bene e nel male. Il doppio svantaggio è stato recuperato grazie a quelle che si stanno dimostrando le armi più efficaci nell'arsenale della squadra: azioni corali manovrate alla perfezione, come in occasione del pari di Livaja, ispirate dalla classe di un grande solista, che nell'occasione risponde al nome di Antonio Cassano, autore del filtrante da manuale che ha dato il là alla rete nel 19enne croato. Ma oltre a sprazzi di gioco di alto livello, la tenacia che aveva già ripagato la squadra contro il Vaslui si è rivelata efficace anche in questa situazione, dato che la squadra ha lottato col coltello tra i denti fino all'ultimo, senza arrendersi mai.

Sfortunatamente però questo abituale finale in crescendo dell'Inter anche contro il Rubin è stato accompagnato da un avvio in sordina. La squadra ha cominciato a risvegliarsi dal suo letargo dei primi 20' minuti dopo la follia di Jonathan (che farà bene a dimenticare presto i 45' giocati questa sera) su Karadeniz, che ha portato al gol di Ryazantsev dopo l'ennesimo rigore parato da Handanovic. Numeri alla mano, questo non si tratta più di un caso: su quattro partite in casa, l'Inter è andata puntualmente quattro volte in svantaggio, e spesso per errori individuali. Insomma, se non tocca il fondo, l'Inter non vuole risalire.


Tra le note positive della serata c'è sicuramente la prova di Coutinho
Il problema è evidentemente l'attitudine psicologica che accompagna i nerazzurri nell'approccio alla gara, ma anche la forza mentale da sola non avrebbe comunque potuto colmare alcune lacune che hanno macchiato la gara di stasera. Di certo il turn-over di Stramaccioni, forzato vista la marea di impegni che attende l'Inter nelle prossime settimane, non è stato proprio d'aiuto: a centrocampo oggi si è vista la mancanza di qualità che uno Sneijder nella distribuzione di gioco o un Guarìn con lo stapotere fisico-atletico sarebbero stati capaci di dare sin da subito alle volenterose manovre palla a terra spesso avviate dalla retroguardia. Se però la qualità manca, spesso i reparti si scollegano, si aprono spazi per gli avversari e si perdono tanti palloni. L'Inter del primo tempo è stata un po' questa, fino a quando Cassano non è salito in cattedra arretrando di qualche metro a dar man forte al centrocampo.

In realtà nei tre centrocampisti inizialmente schierati da Stramaccioni c'era quello adatto a ricoprire la pedina con marchi di fabbrica qualità e ingegno, cioè Coutinho. Il brasiliano, impiegato come mezz'ala sinistra, è apparso in grande spolvero con diversi spunti individuali da manuale, ma fuori posizione non ha reso al massimo ed è stato coinvolto nel gioco a tratti anche perché non si trovava nel ruolo adatto a fare da fulcro per le azioni nerazzurre.

Le difficoltà osservate nel centrocampo nerazzurro di questa sera hanno evidenziato nel primo tempo il problema della collaborazione con le fasce laterali, presidiate da Nagatomo e Jonathan, un po' troppo assenti in fase offensiva e spesso bucati dalle velocissime ripartenze dei russi in contropiede. Nella ripresa l'aumento d'intensità della prestazione dell'Inter, abbinata ad un possesso palla più intelligente e prolungato e ad alcune modifiche tattiche di Stramaccioni come l'ingresso di Pereira e lo spostamento di Zanetti a destra, hanno messo una toppa al problema, nonostante la squadra conceda troppo in questi momenti di difficoltà seppur limitati.

I segnali positivi intravisti questa sera sono comunque incoraggianti, proiettandoci avanti nella stagione dei nerazzurri. C'è stato un passo indietro rispetto al mortifero cinismo di Torino, e bisogna sistemare molti ingranaggi ancora arrugginiti, ma quello con il Rubin va visto come un pareggio positivo e i margini di miglioramento ci sono tutti.


Sullo stesso argomento