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All'attaccante napoletano basta un quarto d'ora per mettersi in mostra, ma guai a definirlo sorpresa: per caratteristiche è il miglior attaccante nell'organico bianconero.

L’anno scorso, quando la Juventus era impegnata nella volata Scudetto, avevamo identificato il limite di una squadra “quasi” perfetta: non ci volevano grandissime nozioni di tipo tecnico-tattico per capire che alla squadra di Conte serviva un centravanti. Un bomber di razza, sì, ma che abbinasse le doti realizzative alla capacità di reggere il peso dell’attacco.

Da qui, la ricerca del famigerato Top Player con caratteristiche ideali ben precise: fisico possente, perché c’era bisogno di uno in grado di difendere palla, far respirare e salire la squadra, ma con qualità tecniche importanti perché doveva dialogare con i compagni, aprir loro gli spazi, venire indietro a prendere palla e magari servirli in profondità.

QUAGLIA, 15 MINUTI DI FUOCO
dal nostro commento live
75' - L'INGRESSO IN CAMPO
Carrera concede l'ultimo quarto d'ora di partita a Fabio Quagliarella, che rileva uno spento Giovinco.
80' - IL GOAL DEL PAREGGIO
GOAL! FABIO QUAGLIARELLA! E' lui l'uomo del pareggio! Lui che è stato lasciato in panchina per tutto questo tempo, lui che non aveva calcato il campo fino a questa partita. Marchisio inventa come Pirlo, riesce in un passaggio perfetto per Quagliarella che scatta sulla linea del fuorigioco e a tu per tu con Cech non sbaglia infilandolo con un rasoterra preciso.
86' - BRIVIDO TRAVERSA
TRAVERSA DI QUAGLIARELLA! Il giocatore bianconero difende il pallone, si gira e lascia partire un gran sinistro che colpisce la parte superiore della traversa e va sul fondo.
Un tipico centravanti di manovra, come si dice in gergo. Per intenderci, un sosia di Ibrahimovic, maestro in questo tipo di gioco: un po’ attaccante, un po’ regista offensivo. E Van Persie era stato identificato come quello più simile all’identikit.

La mancanza di un attaccante di peso si è palesata in tutta la sua evidenza a Londra: per lunghi tratti la Juve, pur essendo ordinata dietro e tutto sommato concedendo pochi spazi al Chelsea, ha finito per soffrire la pressione avversaria semplicemente perché davanti non riuscivano a far “respirare” la squadra.

E’ mancato l’appoggio, la difesa della palla, il fallo guadagnato in maniera intelligente, la sponda per far ripartire il contropiede. E i Blues hanno alzato il baricentro, togliendo i tempi di gioco e alzando i ritmi. Troppo leggero Giovinco, faceva quasi tenerezza al cospetto di Terry, troppo svogliato e impreciso Vucinic.

Già l’anno scorso, dicevamo, avevamo identificato in Quagliarella – tra quelli a disposizione – la migliore soluzione per ricoprire quel ruolo. Più di Matri - che è più fisico, ma meno tecnico e spesso litiga con lo stop – meno ovviamente di un ipotetico Top Player, che però alla fine non è arrivato.

Dunque, ripartendo da dove ci eravamo lasciati, ribadiamo quella impressione: l’attaccante napoletano – stante la situazione attuale – è quello con le caratteristiche più compatibili con quelle del centravanti ideale di Conte. E allo Stamford Bridge lo ha dimostrato. Solo lì, però.

Perché ieri l’attaccante napoletano ha lasciato trasparire un po’ di malcontento: “Io è da un po’ che sono al 100% ma se non gioco…”. In realtà, nella scorsa stagione, le opportunità le avute, ma non le ha quasi mai sfruttate. E noi, che eravamo tra i suoi principali sponsor, possiamo dirlo serenamente senza essere tacciati di partigianeria.

Ma il calcio, si sa, è fatto anche di occasioni: ieri Quagliarella l’ha colta al volo. Se continuerà a farlo, magari il Top Player diventerà solo un vetusto ricordo. D’altronde, vi ricordate le magie del Quaglia a Genova? Non erano Top?

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