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I bianconeri trovano conferme importanti anche in Champions, al cospetto dei campioni in carica: alla Signora non manca la personalità, fondamentale a questi livelli.

Esordio più prestigioso per la Juventus, non poteva esserci. Prestazione più convincente, neanche. E non parliamo di doti tecniche o di invenzioni tattiche della panchina (tribuna), parliamo di una qualità che non si compra al supermercato.

Questa Juve ha grande personalità. Non è imbattibile, soprattutto a questo livello. Per questo, può anche perdere, ma lo farà sempre lottando, giocandosela fino all’ultimo e sempre a testa alta. Proprio come dimostrato a Stamford Bridge, nella casa dei Campioni d’Europa.
 
E lo farà anche se Vucinic è in una di quelle serate da pantofole e popcorn per godersi lo spettacolo, Giovinco dà ragione a quelli che lo ritengono inadeguato in partite del genere e Pirlo decide di prendersi una giornata di riposo, anche perché seguito come un’ombra da Oscar in una riedizione di una gara degli anni ’80 (Oscar come uno Iachini qualsiasi, manco Pirlo fosse Maradona). E anche se dietro qualche pausa (soprattutto Bonucci) se la concedono.

LE STATISTICHE DEL MATCH

Tiri
In porta
Poss. palla
Angoli
Fuorigioco
Cartellini

CHELSEA
11
5
50%
5
2
1

JUVENTUS
12
2
50%
5
1
1

Se i limiti sono sempre gli stessi e ampiamente conosciuti, le sensazioni iniziali stanno diventando certezze: Asamoah gioca con la tranquillità del veterano, come se la Champions League fosse stato, da sempre, il suo habitat naturale.

Così come Marchisio e, soprattutto, Vidal, forse il vero top player di questa squadra. Di sicuro il cileno è quello che, più di ogni altro, incarna l’indomito carattere insito nel DNA della società, della squadra e del suo mister.
 
E, si noti bene, il giudizio non sarebbe stato diverso anche se la Juve avesse perso (e sarebbe stato immeritato). Ma neanche se avesse vinto. Perché ci sono cose che vanno al di là del risultato.

Come l’orgoglio di scendere su uno dei campi più difficili d’Europa e non mostrare alcun timore, imporre il proprio gioco, non andare in panico dopo essere andati sotto di 2 a 0 (senza sapere neanche come), reagire con veemenza, ma anche con intelligenza tattica e la tranquillità dei grandi.
 
Ad un certo punto, i Campioni d’Europa sembravano vestire il bianconero, almeno questa era la sensazione tanta era la personalità sfoggiata sul campo. E questo vale molto più di una vittoria.

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