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I nervi possono saltare a tutti, anche ad un eccellente professionista che ha ottenuto quello che ha ottenuto in maniera pacata. Ma perchè parlare di insulti non veritieri?

Le immagini di Delio Rossi che si scaglia contro Adem Ljajic nel corso di Fiorentina-Novara del 2 maggio scorso hanno fatto il giro del mondo. Furono ovviamente una pessima pubblicità non solo per il club viola, ma per tutto il calcio italiano e sollevarono un interrogativo: è giusto che un allenatore inveisca così contro un suo giocatore?

Allora il dibattito divise e non poco. Tra presunti insulti di Ljajic a membri della famiglia di Rossi, passando per un gesto che venne visto da molti per un atto di insolenza, quasi la totalità dell'opinione pubblica si schierò dalla parte dell'allenatore.

Vennero definiti sbagliati i metodi ma giusto il concetto. Si disse infatti che i giocatori 'giovani e viziati' di natura, meritavano una lezione e che Delio Rossi aveva semplicemente fatto quello che molti altri allenatori avrebbero dovuto fare prima di lui, magari nell'intimità dello spogliatoio.

"Sono state date tante versioni. Nessuna è vera. Non c'è stato insulto personale o parolaccia grave : mi sono semplicemente arrabbiato".

- Delio Rossi

Non bastò ovviamente questa spiegazione a placare le polemiche, i tifosi si divisero tra pro Rossi e pro Ljajic: i primi credevano alle parole del tecnico riminese che, a due giorni dall'esonero spiegò "Su tre cose non transigo: il primo punto è il rispetto della mia persona, il secondo è il rispetto del lavoro e il terzo il rispetto della mia famiglia. Sono state toccate queste situazioni", i secondi dalla parte del talento serbo che arrivò a chiedere la prova televisiva pur di dimostrare che non aveva insultato nessuno.

I mesi successivi sono scivolati via tra un Rossi esonerato ed un Ljajic fuori rosa, il tutto mentre alcuni compagni di squadra del ragazzo iniziavano a far trapelare il fatto che nessun insulto fosse stato rivolto all'allenatore.


Quattro mesi dalle botte al 'Franchi': perchè la verità soltanto adesso?
Da allora, molte cose sono cambiate ed è normale visto che quattro mesi e mezzo, nel calcio, possono rappresentare un'era. Delio Rossi è in attesa di trovare una panchina e Ljajic è ancora un giocatore della Fiorentina ma, ciò che più è cambiato in assoluto, è la versione dei fatti dell'allenatore: "Sono state date tante versioni. Nessuna è vera. Non c'è stato insulto personale o parolaccia grave, non mi è andato il sangue alla testa per gesti da bambino: mi sono semplicemente arrabbiato. Lì, in quel momento, c'era da stabilire un ordine e l'ho fatto in maniera sanguigna. E, poi, comunque, la manata non l'ha mica presa lui, ma il mio collaboratore".

Lungi da noi fare processi ad una persona che si è guadagnato la stima di tutti attraverso un lavoro straordinario, così come nessuno ci tiene a passare per perbenista o moralista. I nervi possono saltare a tutti, anche ad un eccellente professionista che ha ottenuto quello che ha ottenuto in maniera pacata e attraverso poche parole e molti fatti... ma perchè parlare di insulti (anche alla famiglia) quando questi non ci sono stati?

In ballo c'era non solo l'onore personale o il tentativo di spiegare quell'attimo di follia che a tutti può capitare, ma anche la carriera di un ragazzo.

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