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Farà un effetto strano stasera a Stamford Bridge non vedere la casacca bianconera numero 10 in campo, quella che fu di Sivori, Platini, Baggio e proprio di Pinturicchio.

Sono passati quasi tre anni, era l'8 dicembre del 2009, quando la Juventus sentì suonare per l'ultima volta la dolce musichetta della Champions League. Notte da dimenticare quella contro il Bayern Monaco, un secco 1-4 e addio ottavi di finale, ma al tempo stesso da ricordare, come l'ultima gara in Champions League di Alessandro Del Piero, il massimo bomber bianconero nella manifestazione con 44 gol, sostituito alla fine del primo tempo dal disastroso Poulsen. Roba da far venire i brividi.


Farà uno strano effetto non vedere la maglia numero 10 a Stamford Bridge
Farà un effetto strano stasera a Stamford Bridge non vedere la casacca bianconera numero 10 in campo, quella che fu di Sivori, Platini, Baggio e per ultimo proprio di Pinturicchio. Troppo pesante l'eredità lasciata dal capitano volato a Sidney, uno che nell'Europa che conta ha lasciato spesso e volentieri la sua impronta e dove ha scritto pagine memorabili della sua carriera: dal primo goal in assoluto contro il Borussia Dortmund il 13 settembre 1995, il destro a giro che diventerà marchio di fabbrica, la “pennellata di Pinturicchio”, passando per la rete che nella stessa stagione fece fuori il Real Madrid e avviò la Juve verso il trionfo di Roma contro l'Ajax, senza dimenticare il colpo di tacco sempre contro il Dortmund nella sfortunata finale dell'anno successivo e la splendida stagione 1997-98, in cui risultò il miglior cannoniere della rassegna ma si dovette inchinare in finale al Real Madrid, frenato da una condizione fisica non ottimale. Ne ha alzata al cielo solo una di Champions Del Piero, sono state  più le delusioni che le gioie, a causa delle tre finali perse, ma è sempre stato un grande e atteso protagonista.

Contro i campioni in carica e in uno stadio come Stamford Bridge la sua esperienza avrebbe fatto probabilmente molto comodo, anche solo per una manciata di minuti. Ma Alex è ormai il passato, un contenitore di splendidi ricordi a tinte bianconere. Il presente ha la maglia numero 12 e si chiama Sebastian Giovinco.

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Giovinco ora deve dimostrare di essere da Juve anche in Europa
parte di stagione sta dimostrando di essere da Juve, ma per fare un ulteriore salto di qualità non può fallire l'appuntamento europeo. Già stasera, contro Lampard e compagni, la Juve non può fare a meno dei suoi lampi di classe. La squadra di Di Matteo non sta attraversando un momento di forma particolarmente eccezionale, come Falcao e l'Atletico Madrid hanno recentemente dimostrato nella finale di Supercoppa Europea. Presa in velocità la retroguardia londinese va in palese difficoltà, Giovinco ha le caratteristiche per mandare in tilt i lenti centrali e innescare Vucinic, il più in forma in questo inizio stagione. La velocità di gambe e di testa dell'ex Parma opposte alla potenza fisica inglese è una delle chiavi di lettura del match.

Quel che è certo è che Seba dovrà prendere da subito confidenza con un torneo dove i grandi hanno sempre dato il meglio di sé: da Del Piero e Zidane, passando per Shevchenko, Rivaldo e Ronaldinho, fino ad arrivare a Rooney, Cristiano Ronaldo e Messi. Per passare da ottimo calciatore a campione, è d'obbligo lasciare la propria impronta sulla strada verso la finale di Londra.

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