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Stasera il debutto sul palcoscenico europeo, un tempo habitat naturale del Diavolo. Oggi l'obiettivo minimo, raggiungere gli ottavi, non è così scontato.

Ci siamo. È arrivata l’ora della Champions League. Per il Milan, però, quella musica tanto amata da Galliani rischia di trasformarsi in un requiem d’addio. Un ritornello triste dopo un avvio di campionato deludente: due sconfitte consecutive a San Siro e una vittoria esterna che aveva soltanto illuso. Senza dimenticare le amichevoli disputate ad inizio stagione, il turbolento mercato estivo, e uno spogliatoio pronto a esplodere. Il Diavolo non fa più paura. Questa è la sostanza.

Per la prima volta - negli ultimi venticinque anni - i rossoneri partiranno nella massima competizione europea senza il favore dei pronostici. Il club più titolato al mondo rischia di sprofondare sempre di più verso un punto di non ritorno. Poco importa addebitare ogni colpa al tecnico o alla dirigenza.

MILAN IN CHAMPIONS
LE ULTIME 5 ANNATE
06/07 Campioni d'Europa (vs Liverpool)
07/08 Ottavi di finale (vs Arsenal)
09/10 Ottavi di finale (vs Man Utd)
10/11 Ottavi di finale (vs Tottenham)
11/12 Quarti di finale (vs Barcellona)
Sta di fatto che per una squadra poco attrezzata, priva di un’identità precisa, raggiungere l’obiettivo minimo (gli ottavi) in Champions, potrebbe essere più difficile del previsto.

Il girone è sulla carta favorevole, ma squadre ostiche come Zenit San Pietroburgo, Anderlecht e Malaga venderanno cara la pelle. Ultimamente, poi, San Siro non è più quel fortino inviolabile in cui i rossoneri hanno costruito le proprie fortune, scrivendo indimenticabili pagine di storia.

Un girone abbordabile, peraltro, potrebbe anche essere un’arma a doppio taglio. Affrontare avversarie più blasonate sarebbe stato forse più stimolante per tutto l’ambiente. Ecco perché, alla vigilia della sfida contro i campioni del Belgio, attorno al gruppo Allegri aleggiano tanti dubbi e poche certezze.

In questo momento, però, non basta affidarsi alla tradizione. Né serve ricordare come in passato due delle affermazioni in Champions siano passate proprio dal debutto contro l’Anderlecht. Come non è utile adagiarsi troppo sui trionfi in bacheca, che rischiano di appesantire la testa e le gambe di molti giocatori.

La sfida contro i bianco-malva, in un certo senso, può già essere considerata decisiva, soprattutto dal punto di vista mentale. Mister Allegri si gioca un pezzo di futuro, la dirigenza di reputazione.

La stagione ufficiale del Milan, in definitiva, comincia stasera. Ironia del calendario, proprio tra le mura amiche. Stavolta un altro passo falso, per di più al termine dell’ennesima prova incolore, potrebbe non essere più perdonato. Il tempo dei ricordi è finito. Per costruirne degli altri, ci vorranno tempo, pazienza e ben altre prestazioni in campo.

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