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Bel calcio e una squadra che gira, la Fiorentina di Montella diverte il pubblico e resta agganciata alla parte alta della classifica

Bella. Questo il miglior aggettivo per qualificare la Fiorentina vista in campo contro il Catania nella terza giornata di campionato. Un gruppo guidato sapientemente da Vincenzo Montella, e che nonostante sia stato completamente rinnovato in soli due mesi di lavoro ha imparato ad essere squadra nel senso pieno del termine.

La Fiorentina gioca a calcio, e visto da dove la “Viola” veniva nel post - Prandelli non è una cosa affatto scontata. La palla corre a terra con schemi vari, precisi, sempre con uomini in movimento e quel che più conta con un'idea dietro. Improvvisazione zero, o lasciata solo al primo ballerino della compagnia, quel Stevan Jovetic che è insieme al gioco la differenza per l'11 di Montella. “Jo Jo” ha segnato ancora, sbloccando una partita che era tutt'altro che facile.

Il Catania è una formazione molto buona, ben guidata da anni e che ha nel proprio DNA una compattezza notevole. Non era facile trovare spazi per i viola, perché i 4 di centrocampo etnei erano molto vicini ai 3 di difesa, e schiacciandosi con tempi corretti trasformavano la linea dietro in 7 baluardi insuperabili.

LA PARTITA | FIORENTINA-CATANIA 2-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

FIORENTINA
14
7
56%
5
3
5

CATANIA
7
4
44%
3
2
1

La Fiorentina faceva gioco, ma arrivata di fronte all'area si avvertiva la mancanza di un punto di riferimento centrale, quel centravanti tanto sognato e poi “non” arrivato (eccetto Toni, ovviamente), almeno secondo i sogni dei tifosi. Così che Jovetic ha estratto dal cilindro la magia, un tiro che pareva strozzato ma che invece ha spaccato la difesa, infilandosi sul primo palo di Andujar.

Un goal che ha definitivamente aperto la partita, tanto che nel secondo tempo le ripartenze del Catania sono state più sporadiche, e l'ingresso a mezz'ora dalle fine di Luca Toni, 5 anni dopo l'ultima al Franchi, è stato subito baciato dal goal. Un regalo di Jovetic, che ha preferito salutare il nuovo compagno con un assist magnifico piuttosto che cercare la doppietta personale. Il finale s'è trasformato in una festa, con Andrea Della Valle ancora a far da “capo tifoso” in tribuna, raggiante per una squadra rinata e proiettata verso un futuro roseo.

I numeri per fare bene ci sono tutti, o quasi. La difesa è solida, guidata da Roncaglia che s'è preso in campo il ruolo di leader grazie a movimenti precisi e rilanci mai casuali, sostenuto dal sorprendente Tomovic (bellissimo il suo intervento a fermare Gomez) e dalla consistenza Rodriguez. Il centrocampo è orchestrato magistralmente da Pizarro, quasi ogni pallone passa per i suoi piedi, che consegnano lanci precisi e cambi di gioco repentini (siamo sicuri che a Zeman non servisse proprio uno così?). Borja Valero è il metronomo viola per quantità e inserimenti, mentre Migliaccio può essere la sorpresa, quello che è stato Nocerino per il Milan l'anno scorso.

Dicevamo “quasi” tutti i numeri. Guardando lo score viola, 4 dei 5 goal sono stati realizzati da uno strepitoso Jovetic, e se guardiamo quello segnato da Toni potremmo quasi segnare cinque alla casella del montenegrino. Jovetic è la differenza della Fiorentina, ma la stagione è lunga, e dipendere quasi esclusivamente da lui per “metterla dentro” potrebbe rivelarsi un limite insuperabile.

Il gioco di Montella porta spesso alla conclusione i centrocampisti, quindi diventerà fondamentale che gli inserimenti da dietro fruttino qualche rete, sperando che Toni riesca a confermarsi e che i vari El Hamdaoui e Ljaijc fruttino non solo buon gioco ma anche goal. E sarà importante che dalle fasce arrivi qualche spunto più decisivo, visto che quasi tutte le azioni che hanno fruttato goal in quest'inizio di stagione viola sono passate per il centro.

Inoltre sarà importante che Pizarro riesca a reggere questi ritmi di gioco, non forsennati ma piuttosto rapidi. C'è un Aquilani in più (in ripresa dall'ennesimo infortunio), che potrebbe essere il jolly decisivo nei momenti di appannamento del cileno. Non manca molto alla sfida dell'anno per il popolo viola, quella contro la Juventus il prossimo 25 settembre. Il Franchi si presenterà con il tutto esaurito, e con una certezza: la voglia di vendicare l'umiliazione patita l'anno scorso.

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