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Azzurri a punteggio pieno dopo tre partite, nella festa contro il Parma c'è anche la firma del giovane talento partenopeo: difficile tenere a freno l'entusiasmo della piazza...

Punteggio pieno e primato in classifica - non accadeva dal 1987/88 -, entusiasmo alle stelle ed il primo squillo di Lorenzo Insigne che diventa il tema del giorno su cui costruire suggestioni da prima pagina. Il Napoli tiene il passo di Juve e Lazio e la fantasia della piazza inevitabilmente vola verso il traguardo che la scaramanzia vieta di pronunciare.

Ma non ci sono solo luci nel 3-1 al Parma, domato grazie a lampi di grande calcio offerti da Pandev e da un Hamsik in piena e definitiva metamorfosi tattica e personale. Dal rigore di Cavani alla ciliegina di Insigne c'è più di un aspetto che Mazzarri, non a caso, ha promesso di rivedere non appena i suoi metteranno piede a Castelvolturno.

La squadra è al solito brava ad esprimere le migliori armi a disposizione - le ripartenze in velocità - ma ancora non sembra avere la giusta dose di cinismo che occorre per chiudere le partite quando ci sono le condizioni per farlo. Tipo il dominio assoluto del primo tempo, per dirne una, quando la mediana a cinque dei partenopei ha stazionato nella metà campo emiliana senza soluzione di continuità.

LA PARTITA | NAPOLI-PARMA 3-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

NAPOLI
6
5
43%
1
1
3

PARMA
8
5
57%
4
4
5

Ma i leziosismi sotto porta e l'eccessiva imprecisione possono costare caro. Questo Mazzarri lo sa. Ed ha già promesso che interverrà proprio su questo aspetto. Dove invece sarà difficile intervenire, almeno fino al prossimo mercato di gennaio, è nei peccati originali in fase difensiva: le difficoltà sulle palle inattive e le congenite distrazioni nei disimpegni più banali, di quelli che fanno congelare il sudore lungo la schiena.

Dal primo giorno di mercato ci si aspettavano almeno due acquisti di qualità per blindare la linea di quella difesa a tre di cui il tecnico rivendica addirittura il copyright, ma nella lista della formazione anti-Parma si sono visti i soliti nomi: Campagnaro, Cannavaro, Aronica e l'eredità di quel 46 alla voce "goal subiti" nelle statistiche dello scorso torneo, più del doppio rispetto a chi poi ha vinto il campionato.

Siamo sicuri che il solo innesto di un onesto Gamberini possa garantire le giuste sicurezze davanti a De Sanctis? Esiste forse la volontà di riservare un paio di colpi a gennaio, nel caso che il cammino in campionato prenda il giusto binario?

Intanto, la prossima fermata ha tutte le sembianze di un crocevia: nella scorsa stagione la priorità fu la Champions che inevitabilmente assorbì energie psicofisiche ed il turnover obbligato fece il resto.

Giovedì, invece, gli azzurri ritroveranno il palcoscenico - quello meno nobile - europeo con l'intento di riservare la scena alle seconde linee, i titolari infatti saranno tenuti in naftalina in vista della delicata trasferta di Catania. Il primo vero esame di maturità per iniziare a pronunciare quella parola.

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