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L'Italia ha deluso parecchio le aspettative, deludendo in occasione delle prime due gare di qualificazione per Brasile 2014.

Iniziare subito con i processi, dopo appena due partite, sarebbe ingiusto ed affrettato, oltre che controproducente. Tuttavia, l'Italia vista all'opera contro Bulgaria e Malta, nelle prime due uscite valide per la qualificazione ai Mondiali brasiliani, è parsa - per usare una sola parola - imbarazzante.

E' vero che non ci sono più i Baggio, i Totti e i Del Piero, ma gli Osvaldo e i Pirlo sarebbero comunque più che sufficienti per 'prendere a pallate' Malta, una delle più deboli Nazionali d'Europa. E invece no, nonostante il risultato sia stato sbloccato subito, gli Azzurri hanno faticato a divertire e a mostrare la propria superiorità, raddoppiando soltanto con un goal rocambolesco nei minuti di recupero.


Se Pirlo e Marchisio faticano con Sciberras e Briffa...
Il giudizio è chiaro: Italia bocciata. Senza appello. Colpa di Prandelli? Beh, sicuramente il c.t. ha qualche responsabilità, ma se Marchisio e Pirlo non riescono a surclassare Sciberras e Briffa ed Osvaldo fatica a liberarsi della marcatura di Agius, difensore che milita nel Latina, la colpa non può essere certo imputata al commissario tecnico.

C'è chi parla di impegno 'sottovalutato', chi di una partita giocata al risparmio e con in mente già i prossimi impegni di campionato, ma l'impressione più realistica è quella di un'Italia incapace di mettere sotto la 'Cenerentola' del girone. Non è certo possibile affermare che la Nazionale vice-campione d'Europa sia sullo stesso livello di quella maltese, ma ieri sera non ha assolutamente dimostrato la propria superiorità.

E se una serata storta può capitare anche ai migliori, c'è la deludente prova di Sofia contro la Bulgaria a fungere da secondo indizio. Si dice che tre indizi costituiscano una prova, ma l'Italia non può certo permettersi di dare il terzo indizio ad ottobre, quando si tornerà in campo a Yerevan, contro l'Armenia.

Seppure, lo ribadiamo, la Nazionale sia molto lontana dai livelli medi ai quali siamo stati abituati, non può essere certo definita una compagine debole, nè è pensabile che Prandelli sia diventato un somaro da un giorno all'altro. Trovare il vero problema dell'Italia non è facile. E se non viene individuato il problema, trovare la soluzione diventa maledettamente più difficile.

Ma di tempo a disposizione ce n'è poco: quello in Brasile è un appuntamento imperdibile!

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