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Dei bianconeri questa Nazionale sembra avere anche i difetti: va in difficoltà se non riesce ad alzare i ritmi, se le manca la guida di Pirlo e se non trova un appoggio davanti.

E' stata un'Italia da minimo sindacale, che ci lascia qualche dubbio e altrettante certezze, non sempre positive. La prima è che, bloccato Pirlo, la luce tende ad affievolirsi e, spesso, a spegnersi: con De Rossi ai box, Nocerino non ha la qualità del regista. Se, poi, Diamanti non riesce a trovare la posizione, allora si fa dura.

Fortuna che anche Prando può godere di un Marchisio formato Top Player: un centrocampista in grado di fare tutto, rompere e ripartire, ricamare - vedasi i due assist per Destro (goal) e Osvaldo (quasi) - e incidere. Per restare alle (poche) note positive di una serata soporifera, Peluso è cresciuto col passare dei minuti (ci mettesse un po' più di decisione potrebbe davvero rappresentare un'alternativa importante a sinistra).


Si è parlato di ItalJuve, ma sembra che dei bianconeri la Nazionale abbia anche i difetti
La luce, però, si è accesa definitivamente con l'ingresso di Lorenzo Insigne, che partendo largo ha fatto fatto impazzire il suo marcatore, ha duettato ottimamente con Marchisio, ha messo palloni interessantissimi in mezzo e ha creato anche spazio per i compagni col suo movimento ad accentrarsi. Ciò che, però, ha convinto più di ogni altra cosa, è la personalità con la quale è sceso in campo: senza paura, da veterano. Non è da tutti, tanto meno da un ventunenne praticamente all'esordio.

Alla vigilia di questa doppia sfida, e alla luce delle convocazioni di Prandelli, si era parlato di nuovo di ItalJuve e la sensazione è che questa Nazionale dei bianconeri abbia anche i difetti: squadra solida, tosta consapevole, che però va in difficoltà se non riesce ad alzare i ritmi, se le manca la guida di Pirlo e se non trova un appoggio davanti in grado di farsi vedere, difendere palla, far guadagnare profondità e caricarsi il peso dell'attacco sulle spalle.

Come succede a Conte, anche Prandelli ha tanti buoni giocatori là davanti, ma - forse - non il Top Player in grado di far fare il salto di qualità alla squadra. Non ancora, almeno: attendiamo fiduciosi la maturazione di Mattia Destro. Al profeta il compito di segnare la via verso la consacrazione...

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