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L'Opinione - Juventini, è ingeneroso criticare Marotta! La gestione precedente gli ha 'lasciato' solo Iaquinta...

L'Opinione - Juventini, è ingeneroso criticare Marotta! La gestione precedente gli ha 'lasciato' solo Iaquinta...

Viaggio nei disastri bianconeri del pre-Marotta: da Boumsong a Diego, passando per Tiago e Poulsen, quattro stagioni di operazioni di mercato da dimenticare.

Ve lo ricordate Alessio Secco? Da poco è tornato in sella, dopo esser rimasto al palo per due anni. Ad ingaggiarlo è stato il presidente del Modena, Stefano Commini, che ha deciso di affidargli il ruolo di Direttore Generale. Il 42enne torinese torna così al lavoro dopo i difficili anni vissuta alla Juventus da Direttore Sportivo, che lo hanno reso uno dei personaggi meno amati dal popolo bianconero.

Del resto, la lista dei misfatti compiuti da Secco, con la decisiva complicità - è giusto ricordarlo - dei vari Cobolli Gigli, Blanc e Ranieri, è talmente lunga da creare ancora parecchi pruriti ai tifosi juventini. L’ennesimo riscontro del non positivo lavoro adoperato da Secco lo si può avere andando a verificare la Juventus di quest’anno. Quanti calciatori acquistati dall’ex dirigente sono presenti ancora nell’attuale rosa bianconera? Nessuno, o meglio uno solo, il quale è come non ci fosse. Trattasi di Vincenzo Iaquinta, attaccante che sicuramente non può essere definito 'fondamentale' nello scacchiere bianconero.


Vincenzo Iaquinta è l'unico giocatore della 'gestione Secco' ancora in organico
Abbiamo voluto rinfrescarci la memoria, e siamo andati nel dettaglio a rivedere le operazioni economiche portate a termine nel quadriennio che va dal 2006 al 2010. Una delle prime topiche di Secco risponde al nome di Jean Alain Boumsong, uno dei peggiori difensori mai capitati dalle parti di Torino. Preso per 4 milioni di euro, riesce a far maluccio anche nell’anno di Serie B (2006/2007). Verrà ceduto nell’inverno del 2008, a 3 milioni di euro, con una minusvalenza di 1 milione. Niente di drammatico, per carità, ma l’acquisto del francese non è stato che l’antipasto di tutte le cattive portate “preparate” dallo chef Secco.

E’infatti l’anno dopo che si compie uno dei peggiori affari mai conosciuti dalla Juventus nella sua illustre storia: ci riferiamo all’acquisto del portoghese Jorge Andrade, pagato ben 10,5 milioni di euro, nonostante i numerosi dubbi sulla sua condizione fisica. Dubbi che trovano terribilmente il conforto della realtà, amarissima, che parla di un giocatore che, in due anni, accumulerà la “bellezza” di sole quattro presenze, prima di finire la sua triste storia nel calcio italiano da svincolato. Ma il Portogallo non dice evidentemente bene a Secco, che nel 2007 conclude anche l’acquisto di Tiago Cardoso Mendes dal Lione: assegno da 13,6 milioni di euro versato nelle tasche del presidente dei francesi Aulas, il quale si crogiola vantandosi di aver rifilato un bidone ai bianconeri. Questi, parecchio risentiti e desiderosi di vendetta, devono invece constatare presto come tanta ilarità abbia ben motivo di essere. Tiago, dopo prestazioni abuliche ed un prestito all’Atletico Madrid, verrà liberato a costo zero all’inizio della scorsa stagione, e non certo per colpa della nuova dirigenza.

Il 2008/2009 non è certo esentato dagli obbrobri in fatto di calciomercato. La palma di acquisto flop va senza dubbio assegnata a Poulsen, protagonista di uno di quegli equivoci di mercato destinati a rimanere negli annali. L’accoppiata Secco - Ranieri decide infatti di puntare sul danese piuttosto che su Xabi Alonso, per la modica cifra di 9,750 milioni di euro. Inutile commentare oltre l’operazione e complimenti a Marotta che lo venderà, nel 2010, a 6 milioni scarsi di euro: oro colato, per un calciatore svalutatissimo.


Tiago: uno dei più grandi 'flop' della gestione pre-marottiana
Nel 2009/2010 il titolo di acquisto più disgraziato se lo contendono Diego e Felipe Melo. Arrivati entrambi per una cifra attorno ai 25 milioni di euro, sono considerati gli uomini chiave per riportare la Juventus in alto. In realtà, con loro (ma non certo solo per causa loro), la Juventus conosce un periodo difficilissimo, che culmina con un settimo posto finale. I due se ne andranno tra pochi rimpianti ed anche pochi soldi, e questa è storia recente. Storia fatta da Beppe Marotta, che ha però la validissima giustificazione di minusvalenze impossibili, a quel punto, da evitare. A parziale discolpa, in questo caso, va detto che l’acquisto di Diego scatenò grossi entusiasmi, e che il fallimento dell’ex Werder Brema colse un po’ tutti di sorpresa. Stesso discorso valido per Amauri, comprato un anno prima con una valutazione complessiva di 22,5 milioni di euro, comprensivi del cartellino di Antonio Nocerino.

Giusto per non lasciare niente al caso, vale la pena ricordare anche le operazioni con le quali Secco ha portato in bianconero i vari Almiron (9 milioni di euro), Knezevic (750.000 euro per il prestito), Grosso (2 milioni di euro) e Paolucci (3,3 milioni di euro per la comproprietà). Insomma, sull’onda della delusione per il mancato arrivo del Top Player in attacco, c’è chi, tra i tifosi bianconeri, si lamenta del lavoro svolto da Beppe Marotta. E però, con quest’ultimo, sono arrivati uno scudetto, una finale di Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana: roba che a Torino non si festeggiava da anni. Certo, anche l’ex dirigente di Atalanta e Sampdoria ha i suoi scheletri nell’armadio (vedi Martinez, Krasic, Elia), ma le operazione legate ai vari Barzagli, Pirlo, Lichtsteiner, Vidal, sono dei piccoli capolavori che sarebbe ingeneroso scordare. A chi inoltre rimprovera la prima gestione targata Marotta (2010-2011), conclusa al settimo posto, va ricordato come il lavoro di un dirigente, per quel che riguarda il calciomercato, cominci sin da gennaio, mentre l’attuale Direttore Generale bianconero iniziò il suo lavoro per la Juventus solo da giugno del 2010, in quanto tesserato fino ad allora con la Sampdoria.

Per carità, è giusto ribadire che quest’anno l’attacco dei bianconeri avrebbe avuto bisogno di un rinforzo stellare, che non è arrivato, anche per via della gestione poco oculata di alcune situazioni (vedi tentennamenti nell’offerta per Jovetic). Però, basta ripensare ai tempi appena 'rivissuti' e paragonarli con la recente storia bianconera. Volete mettere?

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