thumbnail Ciao,
L'Opinione - Il paradosso di Samuele Longo: non è pronto per la Serie A, ma trova spazio nella Liga! Inter, che fretta c'era di lasciarlo andar via?

L'Opinione - Il paradosso di Samuele Longo: non è pronto per la Serie A, ma trova spazio nella Liga! Inter, che fretta c'era di lasciarlo andar via?

rcdespanyol.com

Risulta un paradosso vedere il giovane attaccante scuola Inter trovare spazio in un campionato come la Liga, di livello sicuramente superiore a quello italiano...

Nella notte in cui i gioielli più splendenti (Milito e Sneijder su tutti) sono sembrati semplice bigiotteria, con tanti ringraziamenti da parte della Roma di Zeman tornata da Milano con tre punti in saccoccia che fanno un gran morale, in casa Inter c’è stato comunque un piccolo motivo per sorridere, condito da un pizzico di rammarico.

Solo qualche ora prima Samuele Longo, diamante grezzo finito in prestito all’Espanyol, aveva bagnato il suo debutto nella Liga spagnola con un gol da favola, di potenza pura da autentico bomber di razza. L’aria di Barcellona sponda Espanyol fa bene ai baby nerazzurri, visto che dalla Spagna è tornato un Coutinho rigenerato e Longo è partito come meglio non si poteva immaginare. Una buona novella per il futuro, ma la pochezza offensiva mostrata contro Totti e compagni ha fatto venire qualche dubbio sull’operazione, soprattutto perché non è mai arrivato nessun vice-Milito. Dire che manca un Pazzini dopo che il milanista ha siglato una tripletta sarebbe ingiusto e ingeneroso, ma che là davanti si conclude poco in porta è un dato di fatto.


Il paradosso: Longo trova spazio nella Liga e non in Serie A...
E vedere Pereira (soprattutto nel primo tempo) che mette palloni in area per un terminale offensivo che non c’è desta qualche preoccupazione. Se la pochezza di Hajduk, Vaslui e Pescara aveva comunque messo in evidenza problemi in difesa, contro una squadra di un’altra pasta e tecnica come la Roma si è avuto conferma delle lacune difensive e sono stati messi a nudo le pecche in avanti: la squadra attacca con pochi uomini e in area spesso e volentieri c’è il solo Milito. E se il Principe trova una giornata in cui si trasforma in ranocchio, ecco che sono guai. Goal (fortunoso) di Cassano a parte, Stekelenburg ha trascorso una serata relativamente tranquilla, cosa rara per una squadra allenata da Zeman.

Folle sostenere che Longo possa essere la cura di questi primi mali di stagione, ma vedere un ragazzo appena 20enne titolare in quello che è il campionato dove si gioca il miglior calcio deve far riflettere sul perché in Italia una cosa del genere accada di rado. Soprattutto perché in un’Inter che riparte quasi da zero, a un giovane di così grandi prospettive non è stata data la chance di giocarsi le sue carte (anche se poche) almeno fino a gennaio. Se è stato ceduto con troppa fretta, solo il tempo e il campo lo diranno.

Intanto l’eroe dell’Inter Primavera sta vivendo la più classica delle favole, mentre i suoi ex compagni devono affrontare il primo tabù dell’anno: in tre uscite a San Siro, la casella delle vittorie è ancora mestamente vuota. Per venirne fuori ci vuole una bella e pronta spolverata ai gioielli.

Sullo stesso argomento