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I due giocatori erano stati annunciati dalla società rossonera come due colpi importanti, ma il tecnico Massimiliano Allegri li ha esclusi dall'elenco per l'Europa...

In tempi di vacche magre di mercato, con tante partenze eccellenti, i loro arrivi erano stati salutati dal Milan con l'etichetta di 'grandi acquisti'. E invece per il centrocampista Bakaye Traorè, e l'attaccante M'Baye Niang, entrambi provenienti dalla Ligue 1, è arrivata subito una dura bocciatura: il tecnico Massimiliano Allegri ha escluso entrambi dalla lista per la Champions League.

La scelta dell'allenatore livornese, come un fulmine a ciel sereno, arriva a minare un'ambiente, che si era appena rinsaldato dopo la vittoria in campionato contro il Bologna. Inevitabile che i tifosi, che leggeranno il tutto come una mancanza di coerenza, inizino a sentirsi un po' presi in giro dalla società rossonera, e a vedere il mercato estivo del Diavolo come un 'grande bluff'.


Traorè, arrivato a parametro 0 difficilmente vedrà il campo
Com'è possibile - si chiederanno - che due giocatori attraverso cui dovrebbe passare la rifondazione della squadra vengano subito esclusi dalla massima competizione europea? La risposta è, probabilmente, di carattere tecnico: evidentemente Allegri, il cui rapporto con la dirigenza del Milan appare sempre più compromesso, non ritiene in questo momento né Traoré né Niang pronti a un palcoscenico importante come quello della Champions.

Ma allora perché puntare su di loro, presentandoli addirittura come due grandi affari? La scelta del tecnico, per certi versi anche discutibile, di escludere entrambi, e di puntare su altri nomi, come Alexander Pato, alle prese con l'ennesimo guaio muscolare, cala giù la maschera di quello che a questo punto sembra a tutti gli effetti essere una mancanza di idee e di programmazione da parte del club di via Turati, che è poi il rimprovero principale che i tifosi muovono nei confronti della società.

Venduti i grandi campioni, l'impressione concreta è che manchi un progetto preciso e ben definito per ripartire e tornare grandi, e ci si muova un po' a tentoni, spesso a prescindere da quelle che sono le indicazioni dello stesso allenatore, la cui posizione diventa sempre più delicata. La società, preso atto delle sue scelte, le appoggerà oppure le prenderà come un atto di frattura definitiva?

Gli stessi tifosi, che finora, pur storcendo il naso, non hanno mai fatto mancare il supporto alla squadra, sentendosi ora toccati nell'orgoglio, potrebbero decidere di allontanarsi in attesa di tempi migliori. Siamo solo all'inizio di una lunga stagione, ma il cielo sopra Milanello appare quantomai plumbeo e irto di nuvoloni grigi.

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