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Inizia venerdì a Sofia l'avventura della Nazionale in vista di Brasile 2014: le scelte di Prandelli convincono. Con Pazzini e Osvaldo l'attacco è finalmente 'pesante'.

Diciamocelo pure, le amichevoli non contano. Possono essere definite 'test', 'vetrine', 'paloscenici', ma non mettono in palio quei punti per i quali tutto cambia. L'amichevole di Berna, persa a Ferragosto contro l'Inghilterra, è stata la prima uscita post-Europeo dell'Italia di Prandelli, ma sebbene la rivale sarà la Bulgaria e non la gloriosa Nazionale dei 'Tre Leoni', la prima - vera - del nuovo ciclo azzurro si disputerà venerdì a Sofia.

E' nato dunque domenica pomeriggio, al momento delle convocazioni di Cesare Prandelli, il nuovo ciclo azzurro. Il ciclo che ha l'obbligo di condurci ai Mondiali più attesi di sempre: la rassegna brasiliana sarà probabilmente l'evento più prestigioso della storia del calcio e non essere presente, per una delle Nazionali più gloriose del Mondo, sarebbe un delitto.


Osvaldo e Pazzini: finalmente Prandelli ha voluto gli 'arieti'
Prandelli è pienamente consapevole della pesante responsabilità che si ritrova addosso e, come confermato in conferenza stampa, sa di non poter permettersi azzardi nè rischi. "Cassano è al 60%, non posso rischiare di giocarmi una partita di qualificazione al Mondiale con un giocatore non in perfette condizioni fisiche". Filtra chiaro un concetto: mai più giocatori a mezzo servizio, come accaduto con lo stesso Fantantonio ad Euro 2012 o con Chiellini e Thiago Motta in occasione della finale di Kiev.

Insomma, un'inversione di rotta che ha dato inevitabilmente il là al branco di avvoltoi sempre pronto a criticare le scelte del cittì della Nazionale, chiunque egli sia. "Perchè agli Europei sì ad un Cassano a mezzo servizio ed ora no?". Semplicemente perché il tecnico ha cambiato idea. Legittimo, no? Via anche ai 'complottisti': "Pazzini è stato escluso dall'Europeo perchè giocava nell'Inter, da milanista - invece - è stato subito convocato. Esattamente l'opposto di quanto accaduto con Cassano". Teoria discutibile. Molto. Magari, più probabilmente, il c.t. si è semplicemente reso conto di aver sbagliato a non portare nemmeno un ariete agli Europei e adesso le reti di Pazzini e le magie di Osvaldo lo hanno indotto a ripensarci. Un c.t. che si ricrede è manna dal cielo. Apprezziamolo, piuttosto di star lì a condannarlo.


Insigne e Verratti sono il nuovo che avanza: giusto chiamarli sin da ora
Concentrandoci, inoltre, sulle scelte, sembra proprio che Prandelli abbia fatto tutto fuorché ingegnarsi in ragionamenti cervellotici. Scelte lineari: ha chiamato i migliori. Balotelli è ai box, Cassano non è al top. Piaccia o no, Giovinco, Osvaldo, Pazzini, Borini e Destro rappresentano il quintetto migliore tra gli attaccanti nostrani. Spiace non vedere Ciro Immobile, ma anche il neo-bomber del Genoa avrà la sua occasione. C'è invece Lorenzo Insigne che, con Marco Verratti, porta una importante ventata di novità. Sacrosanta.

La scelta di convocare 4 portieri, poi, è più che condivisibile. De Sanctis, Viviano e Sirigu - al momento - si contendono i 2 posti sull'aereo per il Brasile, vicini a quello già virtualmente occupato da Gigi Buffon. Tenere fuori uno dei tre dal gruppo sarebbe stato come scegliere con 2 anni di anticipo.

Come ha dimostrato prima di partire per la Polonia, Prandelli non chiude le porte della Nazionale a nessuno. Di Natale ne è stato l'esempio più clamoroso. La Nazionale è aperta a tutti, Prandelli non ne possiede l'unica copia delle chiavi, ma ne nasconde 23: saranno i più meritevoli a trovarle.

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