Inizia venerdì a Sofia l'avventura della Nazionale in vista di Brasile 2014: le scelte di Prandelli convincono. Con Pazzini e Osvaldo l'attacco è finalmente 'pesante'.
Diciamocelo pure, le amichevoli non contano. Possono essere definite 'test', 'vetrine', 'paloscenici', ma non mettono in palio quei punti per i quali tutto cambia. L'amichevole di Berna, persa a Ferragosto contro l'Inghilterra, è stata la prima uscita post-Europeo dell'Italia di Prandelli, ma sebbene la rivale sarà la Bulgaria e non la gloriosa Nazionale dei 'Tre Leoni', la prima - vera - del nuovo ciclo azzurro si disputerà venerdì a Sofia.E' nato dunque domenica pomeriggio, al momento delle convocazioni di Cesare Prandelli, il nuovo ciclo azzurro. Il ciclo che ha l'obbligo di condurci ai Mondiali più attesi di sempre: la rassegna brasiliana sarà probabilmente l'evento più prestigioso della storia del calcio e non essere presente, per una delle Nazionali più gloriose del Mondo, sarebbe un delitto.
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Insomma, un'inversione di rotta che ha dato inevitabilmente il là al branco di avvoltoi sempre pronto a criticare le scelte del cittì della Nazionale, chiunque egli sia. "Perchè agli Europei sì ad un Cassano a mezzo servizio ed ora no?". Semplicemente perché il tecnico ha cambiato idea. Legittimo, no? Via anche ai 'complottisti': "Pazzini è stato escluso dall'Europeo perchè giocava nell'Inter, da milanista - invece - è stato subito convocato. Esattamente l'opposto di quanto accaduto con Cassano". Teoria discutibile. Molto. Magari, più probabilmente, il c.t. si è semplicemente reso conto di aver sbagliato a non portare nemmeno un ariete agli Europei e adesso le reti di Pazzini e le magie di Osvaldo lo hanno indotto a ripensarci. Un c.t. che si ricrede è manna dal cielo. Apprezziamolo, piuttosto di star lì a condannarlo.
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La scelta di convocare 4 portieri, poi, è più che condivisibile. De Sanctis, Viviano e Sirigu - al momento - si contendono i 2 posti sull'aereo per il Brasile, vicini a quello già virtualmente occupato da Gigi Buffon. Tenere fuori uno dei tre dal gruppo sarebbe stato come scegliere con 2 anni di anticipo.
Come ha dimostrato prima di partire per la Polonia, Prandelli non chiude le porte della Nazionale a nessuno. Di Natale ne è stato l'esempio più clamoroso. La Nazionale è aperta a tutti, Prandelli non ne possiede l'unica copia delle chiavi, ma ne nasconde 23: saranno i più meritevoli a trovarle.
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