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La sfida di ritorno con il Vaslui, rocambolesca come con l'Hajduk, lascia in eredità buone e cattive notizie per Stramaccioni. Il pacchetto arretrato va registrato.

E’ vero che siamo ancora ad agosto e la stagione è appena cominciata, ma anche quest’anno l’appellativo “Pazza” all’Inter non lo toglie nessuno. Implacabile fuori casa, con i convincenti successi contro Hajduk, Vaslui e Pescara, quando gioca in casa la squadra di Stramaccioni mostra il peggio di sé e va incontro a brutte figure davvero evitabili.

Dopo aver sfiorato il patatrac contro i croati, Zanetti e compagni hanno rischiato oltre ogni presumibile previsione anche contro i romeni. Domenica sera la Roma di Zeman è un ottimo banco di prova per capire cosa aspetta alle coronarie dei tifosi nei prossimi 9 mesi.

Tornando alla partita di ieri, Strama deve lavorare perché le (tante) ombre diventino luce. Sono senza dubbio la difesa e la fase difensiva a creare i maggiori grattacapi e anche le indicazioni che arrivano dai portieri sono tutt’altro che confortanti. Uno strano scherzo del destino, nella serata del saluto di Julio Cesar, l’estremo difensore più vincente della storia dell’Inter.

Castellazzi si è fatto espellere per un’entrata che ha poco a che fare con il calcio e molto di più con il popolare wrestling, mentre Belec che gli è subentrato è stato disastroso: passi il rigore (lui da una parte, la palla dall’altra, niente di grave), passino anche due-tre rilanci da brividi, ma ciò che non gli si può perdonare è la sciagurata uscita che ha ridato fiato e vantaggio al Vaslui. E’ giovane e avrà il tempo di rifarsi, ma così proprio non va. Handanovic torna presto.


Preoccupa l'involuzione di Samuel, il muro ha
scricchiolato ancora
Ancora più preoccupante è l’involuzione di Samuel, che sembra aver intrapreso il viale del tramonto. Chi è rimasto sorpreso dalla sua assenza nell’11 titolare all’andata contro il Vaslui e al debutto in campionato a Pescara, ora se ne è fatto una ragione.

Se a San Siro contro l’Hajduk il Muro era pericolosamente scricchiolato, ieri è franato al cospetto di un gruppo di ragazzetti romeni tutt’altro che irresistibili. E’ lui a tenere in gioco Antal in occasione del rigore, sono sempre sue un altro paio di sbavature, tanto che Stramaccioni lo lascia sotto la doccia dopo 45’.

Dai bocciati ai rimandati, il passo è breve: Jonathan e Nagatomo sulle due fasce hanno combinato pochino e in fase difensiva hanno lasciato spesso desiderare. Gara, invece, dai due volti quella di Juan Jesus, spaesato nel ruolo di terzino sinistro, molto più a suo agio come difensore centrale nella ripresa.

Non mancano anche le note liete, anche se forse deve un po’ preoccupare se il migliore in campo è un “ragazzino” di 39 anni, Javier Zanetti. Il capitano con le sue sgroppate ha dato senso a una serata piovosa e che ha regalato qualche brivido di troppo.


Guarin mostruoso, con lui l'Inter non è parsa avere un uomo in meno
Con lui Guarin, autore di un gol e di una prestazione mostruosa: con il colombiano nel secondo tempo l’Inter non sembrava nemmeno in inferiorità numerica. Grinta, cuore e anche classe, un mix esplosivo che ha fatto innamorare San Siro.

Promosso anche Palacio, che segna un gol fondamentale e bissa quello dell’andata, in continuo miglioramento Coutinho, che serve l’assist e fa vedere qualche buono spunto (e si becca un paio di rimbrotti da Cassano), anche se il fisico lo penalizza al cospetto dei marcantoni romeni.

Contro Totti e compagni rientreranno Sneijder e Milito, sacrificati all’altare del turnover: due frecce in più per Stramaccioni, perché San Siro non diventi un tabù già a settembre. E per dare un primo segnale alla Juve e al campionato…

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