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Galliani tira fuori il solito coniglio dal cilindro con il catalano, che non convince gli scettici ma vanta un curriculum di tutto rispetto. I problemi, però, restano evidenti.

Alla fine, Galliani - a modo suo - il coniglio dal cilindro Milan l’ha tirato fuori: Bojan non sarà Tevez, ma non è neanche l’ultimo dei pincopalli. Star delle giovanili del Barça, e - considerata l’età e l’esperienza  - ottimo anche in prima squadra quando schierato, a Roma non ha trovato la consacrazione definitiva che cercava, ma per essere il primo anno in un campionato straniero, con tutte le difficoltà che questo comporta, definirla stagione fallimentare sarebbe ingeneroso.

Non è ovviamente il giocatore che risolve i problemi del Milan, anche perché – lo ripetiamo da tempo – i problemi del Milan sono soprattutto dietro: la difesa vista contro la Samp – estremizzando – è ottima in Lega Pro. Potrebbe anche essere stata una giornata no – soprattutto di Bonera, che però da centrale non ha mai entusiasmato – ma nel complesso c’è tanto da lavorare e, considerato il materiale umano a disposizione di Allegri, non è detto che basti, soprattutto se non si colmano i baratri che si aprono costantemente a centrocampo.

Tornando alle questioni offensive, ad un reparto con Pazzini, Pato, Boateng, Robinho, El Sharaawy e Niang, non difetta di certo l’energia, l’inventiva e la rapidità, di tecnica ce n’è abbastanza, di potenza quel che serve. Forse manca il classico centravanti di peso (più peso di Pazzini, uno alla Klose per intenderci) ma volendo vedere neanche l’Inter ce l’ha, eppure non è che alla Pinetina si strappino i capelli.

Ho scelto il Milan per tutto, è una grande società. L’allenatore, che mi voleva, lo voglio ringraziare giocando

- Bojan Krkic

Si può fare anche senza, Barça docet: certo, bisognerà cambiare impostazione tattica - ed infatti Allegri sta cercando di virare sul 4-3-3 per sfruttare la rapidità dei suoi giocatori sulle fasce e sperare in qualche cross in mezzo per Pazzini - dunque bisognerà pazientare per vedere se ci riesce.


Bojan operazione sicura: esborso minimo, niente vincoli futuri, zero rischi
Per farlo, però, forse bisognerà accantonare l’idea del Boa finto centravanti, ruolo in cui non è sembrato trovarsi molto a suo agio (eufemismo).

Si potrebbe arretrare il ghanese sulla linea dei tre di centrocampo e davanti lasciare spazio ad un tridente tecnico e veloce: con Bojan a sinistra, Robinho (El Sharaawy durante l’assenza), Pazzini o Pato davanti, non sarà un attacco a 5 stelle, ma - considerate le premesse - forse è più di quanto fosse lecito attendersi. In definitiva, Bojan ci sembra un’operazione “sicura”, nel senso di senza rischi: minimo esborso economico, nessun vincolo, potenzialmente un affare.

Detto questo, non alza di molto il “voto” complessivo: resta un Milan “scarso”, un 5 al 6 di incoraggiamento, destinato ad una stagione di sofferenza. A meno che Allegri non si trasformi in Conte e non cominci pure lui a fare miracoli…

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