thumbnail Ciao,

Miglior esordio non poteva esserci per la nuova Fiorentina allestita da Pradè all'insegna della qualità dei numerosi nuovi acquisti. L'Udinese nella ripresa è stata schiacciata.

Che Fiorentina! C'era molta attesa per l'esordio in campionato della “Viola” completamente rinnovata (solo Romulo e Nastasic erano presenti nell'ultima partita del campionato scorso), e lo stesso Montella è sceso sul terreno del Franchi visibilmente teso. L'inizio non è stato incoraggiante: due amnesie difensive, la prima graziata da Muriel, la seconda invece ha portato il primo goal della stagione 2012-13, alle spalle di Viviano.

L'Udinese nonostante fosse rimaneggiata è una squadra vera, tosta, organizzata. E sull'1-0 per i friulani la partita era terribilmente in salita, perché le due squadre erano disposte in campo in modo quasi speculare, con il vantaggio per gli ospiti di potersi difendere e ripartire, il loro gioco preferito. Inoltre la Fiorentina pareva sì volitiva, ma senza un vero centravanti il buon movimento degli attaccanti non riusciva a creare gli spazi adeguati ad inserimenti vincenti, forse perché ancora un po' a bassa velocità. Qualche fiammata di Jovetic e  Ljajic, ma ancora troppo poco. Forse anche un po' di emozione.

Ma nel secondo tempo l'Udinese è stata completamente schiacciata, messa sotto da tutti i punti di vista. La palla ha iniziato a girare sempre più veloce, anche grazie agli inserimenti più convinti di Cuadrado al posto di un Cassani in ritardo di condizione. Pizzarro ha iniziato a prendere in mano il centrocampo con lanci precisi, Jovetic s'è creato più spazi anche grazie al movimento di Borja Valero e dei continui inserimenti a turno di tutti i giocatori. Un goal anche fortunoso pareggia il conto della partita, ma la Viola non si placa, ci crede, ringhia, e meritatamente segna nel finale il goal del successo. Aquilani ha messo letteralmente sul piede di “JoJo” una palla da 40 metri, una rasoiata a tagliare il campo eccezionale. E che dire anche degli sprazzi di El Hamdaoui, subentrato a Ljajic, o della feroce precisione difensiva di Roncaglia, già nuovo idolo della Fiesole. La squadra c'è già, è un giocoso cantiere in allestimento che ha mostrato sprazzi di gioco divertente e un potenziale offensivo notevole.

Andrea Della Valle è stato poi uno spettacolo nello spettacolo. Era degli anni della Champions che non si vedeva così coinvolto, presente, rabbioso. Sprizzava energia da tutti i pori nel post partita, felice per aver voltato pagina e per aver dimostrato alla città che la famiglia Della Valle c'è eccome, che non ha mollato ma rilanciato, con idee, soldi ma soprattutto organizzazione. La macchina pare avviata a correre veloce, e se arriverà anche il centravanti promesso dal Presidente (s'è fatto scappare che Berbatov è il vero obiettivo) e resterà Jovetic, la squadra ha tutte le carte in regola per divertire, e vincere.

Jovetic... ancora una settimana di passione. Continua a non parlare, ma lo fa in campo. Subito due goal, movimento, lampi di classe. Della Valle ha parlato tanto di lui, affermando che non lo venderà mai, anche se arrivasse la famosa offerta da 30 milioni, che la squadra è stata costruita intorno a lui, per farlo segnare, divertire e vincere. E che semmai se ne parlerà il prossimo anno, ma che quest'anno deve restare. Vedremo.

Di sicuro i tifosi gigliati hanno finalmente tirato un sospiro di sollievo. Questa Fiorentina non è da scudetto, forse nemmeno da Champions perché la difesa è da migliorare e la tenuta della squadra sarà da verificare nelle partite in cui non avrà in mano il pallino del gioco. Ma la nuova Fiorentina è stata costruita per “giocare a calcio”, sempre con palla bassa, alternando schemi, velocità ed inserimenti, con varietà e fantasia. In una parola: divertire. I fantasmi del passato sono ormai un brutto ricordo.

Sullo stesso argomento