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L'Opinione - Juve, i rinforzi non bastano: quest'anno c'è anche la Champions e serve qualcosina in più per essere competitivi su più fronti

L'Opinione - Juve, i rinforzi non bastano: quest'anno c'è anche la Champions e serve qualcosina in più per essere competitivi su più fronti

Getty Images

La Juve lo scorso anno ha vinto agevolmente lo scudetto, anche perché priva di impegni Europei. Adesso le cose sono diverse, e sorgono dubbi sulla competitività su più fronti.

Ci siamo, manca davvero poco e la Serie A vedrà l’alba. Squadra da battere, a detta di tutti, sarà la Juventus. Dall’esperto del settore al tifoso comune, chiunque vede i Campioni d’Italia in carica come degli avversari difficilmente superabili. Ed in effetti, valutando la rosa dei bianconeri, ed andando a visionare invece i movimenti di calciomercato di quelle che ne sono le principali rivali (vedi Milan, Inter e compagnia “calciante”), difficilmente si può non esser d’accordo con chi magnifica le qualità di questa Juve.

Tuttavia, ai più attenti e pragmatici, la domanda sorge spontanea: sarà capace la Juventus di reggere il confronto sia con il Campionato che con la Champions League, senza pregiudicare l’una o l’altra competizione? E’ giusto infatti ricordare come i bianconeri, lo scorso anno, pur vincitori di uno scudetto su cui nulla si può obiettare, han comunque fatto la corsa su di un unico fronte, venendo peraltro solo parzialmente penalizzati dagli infortuni. Ciò non vuol essere atto per sminuire la straordinaria impresa compiuta dagli uomini di Conte, la domanda è, però, più che lecita.

Vero è che il calciomercato ha portato in dote rinforzi importanti, con lo scopo di colmare quelle lacune che lo scorso anno, pur nel momento del trionfo, sono comunque parse evidenti. In difesa è arrivato l’uomo d’esperienza, Lucio, in mezzo al campo sono stati presi i preziosissimi Isla ed Asamoah ed è stato messo sotto contratto il rampante Pogba, mentre in avanti si è deciso di dare un credito importante a Giovinco. Può tutto ciò bastare per ben figurare sia in campo nazionale che in quello Europeo? Per avere certezze in merito, dovremo aspettare il conforto del campo da gioco. Nel frattempo proviamo ad analizzare la situazione della Juventus reparto per reparto.

DIFESA

Liquidiamo brevemente la pratica portieri, per la quale ci limitiamo a constatare come non solo in Italia ma in tutta Europa siano davvero pochissime le squadre capaci di permettersi due estremi difensori del  calibro di Buffon e Storari. Concentriamoci quindi sulla difesa. Il trio di centrali composto da Bonucci, Barzagli e Chiellini ha dimostrato di essere una realtà consolidata anche all’Europeo di qualche settimana addietro: il banco di prova con realtà più importanti della pur valida Serie A è stato superato con successo, eccezion fatta per la finale contro la Spagna dove comunque, per fare un nome, Chiellini è stato limitato da un evidente infortunio. Il primo ricambio dei tre sarà Lucio, veterano che serviva come il pane a Conte, ma che deve ancora calarsi bene nella nuova realtà bianconera.

CENTROCAMPO

Sulle fasce ci saranno il funambolo Lichtsteiner (sceicchi permettendo), tra i migliori in assoluto nel suo ruolo, e De Ceglie, ai quali si alterneranno, in base alla varia esigenze tattiche e/o fisiche i vari Caceres, Isla ed Asamoah. La linea mediana, vero punto di forza della Juventus e che più degli altri reparti aveva forse bisogno di valide alternative, verterà su tre calciatori straordinari e complementari tra di loro come Pirlo, Vidal e Marchisio. Elementi difficilmente rimpiazzabili, e per far rifiatare i quali la Juventus ha cercato di muoversi in maniera adeguata, acquistando appunto Asamoah, capace di giocare in qualunque zona del centrocampo, e puntando, in caso di bisogno, su Pogba e Marrone, giovani virgulti dotati di caratterini niente male e capaci di numeri d’alta classe calcistica. Guai inoltre dimenticarsi che della rosa fanno parte anche i polivalenti e preziosi Giaccherini, Padoin e Pepe.

ATTACCO

In avanti, titolari dovrebbero partire Vucinic e Giovinco, anche se le idee, al riguardo, sono poco chiare. Ad insidiare i due per un posto dal primo minuto troviamo Matri e Quagliarella, i quali, come normale che sia, di rimanere in panchina proprio non hanno voglia. Proprio per questo motivo - ma non solo - è risaputo come il reparto avanzato della Juventus stia vivendo una situazione particolare. Salutato con sommo dispiacere il meraviglioso Del Piero, la ricerca del fatidico top player non si è ancora conclusa. Nel frattempo si vive nell’insicurezza di Matri e Quagliarella il cui futuro non è ancora ben definito, si dipende dalle lune del talentuosissimo ma discontinuo Vucinic, e si spera che Giovinco riesca a dimostrare di possedere carattere sufficiente per affermarsi in bianconero: poche certezze, forse, per una squadra che vuol fare bene anche in Champions League, oltre che in patria.

Inoltre va sottolineato come l’anno scorso gli infortuni si sian contati sulle dita di una mano, mentre quest’anno l’estate è cominciata vivendo nell’ansia per la pubalgia di Vidal: un malanno pericolosissimo che rischia di compromettere la stagione del cileno. Alla resa dei conti, qualora si fosse trattato di solo campionato, non ci sarebbe stato davvero alcun dubbio sulla vittoria dello scudetto da parte della Juventus, fermo restando che nel calcio tutto può accadere. Il doppio confronto, però, crea numerosi dubbi, con la la squadra che pare al momento sì prossima alla completezza, ma ancora in difetto d’organico: senza l’arrivo di un laterale sinistro e di una punta di spessore continentale, sia numericamente che qualitativamente si rischia di pagare un prezzo troppo alto all’ambizione di voler andare avanti a testa alta in ogni competizione. I giorni per rimediare ci sono ancora, ma stanno per finire: darsi una mossa diventa essenziale…

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