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I rossoneri rinforzano il proprio reparto offensivo con un giocatore ideale, per caratteristiche e identikit. Cassano è l'ennesimo uomo di fantasia in nerazzurro.

In un calciomercato piatto e noioso, l’unico affare che incuriosisce critica e tifosi è lo scambio tutto meneghino tra Cassano e Pazzini. La domanda d’obbligo è chi ha fatto l’affare tra Milan ed Inter e quindi chi sia meglio tra i due ex sampdoriani. La tesi attualmente prevalente ritiene che il colpo l’abbia fatto l’Inter. Tuttavia, a ben vedere, non fuori dal mondo sostenere il contrario.

A fondamento di quest’ultimo indirizzo depongono due fatti incontrovertibili: se c’è un qualcosa di cui l’Inter non aveva bisogno era proprio una mezzapunta o una seconda punta, dal momento che tra Coutinho, Sneijder, Alvarez e Palacio qualsiasi altro arrivo in questa direzione appare superfluo.


Cassano arriva all'Inter
non all'apice e con tanta
concorrenza in avanti
Di contro se c’era qualcosa di cui il Milan aveva assoluto bisogno, quella era una prima punta col vizio del goal. Un Pazzo, appunto.

In sostanza Cassano arriva a sovraffolare un reparto che sembra già ampiamente completo, mentre Pazzini va a colmare quella pesantissima assenza di prime punte in casa rossonera; vuoto che tra l’altro ormai appariva quasi inevitabilmente incolmabile, se non con qualche arrivo low cost dell’ultimo minuto.

E invece, grazie all’Inter il Milan si porta a casa un attaccante in grado di garantire una ventina di goal, a patto che ritrovi i suoi standard di rendimento ideali.

Che Cassano sia più talentuoso di Pazzini nessuno lo mette in dubbio, che Antonio sia più elegante di Gianpaolo è una verità, ma che Cassano sia nell’Inter più utile di quanto lo sia Pazzini al Milan appare tutt'altro che insindacabile.


Pazzini ha un identikit
che nel Milan attuale
nessuno poteva vantare
Ora che il barese ha passato la soglia dei 30 anni, si può dire che in realtà non è stato quello che tutti noi ci aspettavamo potesse essere. Lo si vedeva come il nuovo fenomeno del calcio italiano, ma nel corso degli anni la sua discontinuità l'ha consacrato al ruolo di genio ribelle.

Che Cassano è, oggi? Il talento rimane sempre, ma fisicamente l’Inter rischia di avere, per i noti e sfortunati problemi che conosciamo, un giocatore a mezzo servizio, che tra l’altro in un reparto talmente affollato potrebbe non riuscire a fare quella differenza che ad alti livelli non sempre è riuscito a garantire.

Al contempo l’Inter si priva di Pazzini, l’unica alternativa al 34enne Milito, con il conseguente pericolo di trovarsi una rosa spuntata. E se non bastasse lo cede alla diretta concorrente che aveva proprio un estremo bisogno di una prima punta.

Al Milan, tra Robinho, Pato, Boateng ed El Shaarawy, Cassano non sembrava del tutto essenziale, mentre potrebbe diventarlo Gianpaolo Pazzini, che di certo non avrà il talento di Cassano, ma sa bene come poter risolvere gran parte dei problemi dei rossoneri. Con il goal, dono da ritrovare...

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