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Ottima la prestazione di Mattia Destro, bene anche gli atalantini Peluso e Gabbiadini. Sottotono, invece, Verratti ed El Shaarawy.

Cesare Prandelli ha varato la linea verde per la maglia azzurra: i segnali dettati dalla squadra nel corso dell'amichevole persa contro l'Inghilterra sono complessivamente confortanti, tenendo conto della caratura tecnica dell'avversario ed il notevole numero di esordienti presenti anche contemporaneamente in campo ieri sera.

L'attenzione principale si sposta dunque proprio su questi giocatori che, nel match contro gli inglesi, hanno timbrato il loro primo cartellino in maglia azzurra.

PROMOSSI

Prandelli gli affida il peso dell'attacco e lui risponde con una prestazione maiuscola: Mattia Destro è sicuramente il più positivo tra gli esordienti del reparto offensivo azzurro. Il giocatore della Roma entra in campo con una cattiveria agonistica tipica del veterano, tenendo bene anche fisicamente contro i colossi della retroguardia inglese. Svaria su tutto il fronte d'attacco, trova la profondità come pochi nel suo ruolo e detta sempre il passaggio giusto. Ieri sera al giocatore marchigiano è mancato davvero solo il goal, la sensazione è che rivedremo sicuramente molto presto indossargli la maglia azzurra.

Tra gli esordienti assoluti del match di ieri sera va sicuramente menzionato Federico Peluso: il terzino dell'Atalanta entra subito in partita quando viene gettato nella mischia da Prandelli e sfodera cavalcate su cavalcate nella sua corsia, concedendo sempre una soluzione in più alla manovra azzurra. Il passo e la personalità non mancano di certo, sfiora anche il goal che avrebbe coronato un esordio da favola. Prandelli potrà contare su questo volto nuovo in un ruolo che, negli ultimi anni, non ha mai sfornato grandi talenti.

Buona la prova offerta anche da un altro atalantino: il giocane attaccante Manolo Gabbiadini mostra infatti di avere i numeri giusti per inserirsi in questo modulo. I movimenti dell'attaccante nerazzurro sono congeniali ai compagni di reparto e la tecnica individuale dà segnali confortanti anche nell'uno contro uno. Va sicuramente rivisto con un minutaggio di gioco più consistente: ma la convinzione e la personalità con la quale scende in campo lascia ben sperare.

BOCCIATI

Ci si aspettava sicuramente di più invece dal 'Faraone' rossonero: Stephan El Shaarawy bagna l'esordio con una prestazione poco incisiva. Va detto che Prandelli gli assegna un ruolo che prevede tanto lavoro sporco anche in fase di non possesso e questo, inevitabilmente, toglie qualcosa al giovane talento del Milan nelle ripartenze. Le qualità restano comunque indiscusse e, se il ragazzo riuscirà a trovare continuità di prestazioni nel club, l'Italia potrà ritrovarsi un vero e proprio patrimonio per il futuro.

Fari puntati anche sul nuovo giovanissimo centrocampista del Paris Saint Germain Marco Verratti il quale, però, non riesce a prendere in mano le chiavi della mediana azzurra quando viene schierato da Prandelli. Il giovane ex Pescara, talvolta, si incarta in giocate troppo complicate e non riesce mai ad accendere la luce. Anche in questo caso comunque, ci aspettiamo di rivederlo in azzurro con un pò più di esperienza sulle gambe, considerando anche l'importante realtà che andrà a vivere in terra francese. Lui può essere il nuovo Pirlo, ha dimostrato di avere tutte le carte in tavola per essere il faro del nostro centrocampo, ma non si dovrà correre il rischio di sobbarcare il ragazzo di troppe responsabilità.

DA RIVEDERE

Il centrocampista della Sampdoria Andrea Poli ha sfornato una prestazione senza luci nè ombre. Entrato nella ripresa, il mediano blucerchiato si è limitato al facile compitino, senza rischiare troppo e cercando di contenere le incursioni dei temibili avversari di reparto. Lui va sicuramente rivisto, perchè ha già dimostrato lo scorso anno in maglia nerazzurra di poter giocare tranquillamente anche accanto a giocatori di alto spessore, con la giusta personalità.

Da valutare con più attenzione anche Diego Fabbrini: l'attaccante dell'Udinese entra nel finale al posto di Destro, ma sono troppo pochi i minuti a disposizione per un giudizio troppo definitivo. Sicuramente la duttilità tattica di questo giocatore ne fa una freccia potenzialmente importante nell'arco di Prandelli, ma resta da vedere se e come riuscirà ad inserirsi nei meccanismi del gioco azzurro. Gabbiadini può infatti agire da prima e seconda punta, garantendo ottima corsa e buona tecnica individuale, vedremo se il ct azzurro punterà ancora su di lui nelle prossime apparizioni azzurre.

Praticamente ingiudicabile invece la prestazione di Ezequiel Schelotto, mandato in campo negli ultimi minuti da Prandelli nel ruolo di terzino destro. Solitamente l'italo-argentino agisce da esterno più alto nell'Atalanta, ma ha già dimostrato di poter giocare anche più basso, fornendo a Prandelli una valida alternativa in quel ruolo. La gran corsa ne fa una pedina preziosa nei momenti in cui serve più fiato che altro, oltre all'ottima duttilità tattica che gli permette di ricoprire praticamente tutti i ruoli della fascia destra. Da tenere d'occhio anche lui in vista di un impiego più consistente.

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