thumbnail Ciao,

Errori arbitrali a parte (comunque decisivi), sono venute a galla diverse lacune nell'undici azzurro, che in parte andranno corrette ricorrendo al mercato...

Il signor Paolo Silvio Mazzoleni da Bergamo è stato il protagonista al contrario della finale di Pechino. Nè lo hanno aiutato gli assistenti, va detto. Per la prima volta nella storia del calcio italiano sono stati utilizzati gli arbitri di porta - nella fattispecie Rizzoli e Tagliavento - ma il debutto del nuovo sistema è stato oggettivamente disastroso. Errori a morire, e quella sgradevole sensazione di protagonismo che ha rovinato quella che era una bellissima partita (almeno dal punto di vista agonistico ed almeno fino al rosso a Pandev).

Fatta la doverosa premessa, però, anche il Napoli è chiamato a fare autocritica. La sconfitta in Supercoppa non è certo figlia soltanto degli errori arbitrali, che pure ci sono stati ed hanno indubbiamente cambiato il corso degli eventi. La Juventus, bisogna dire, ha tenuto in mano il pallino del gioco più a lungo ed in maniera più convincente, anche se gli uomini di Mazzarri, con le loro improvvise folate, hanno saputo colpire al momento giusto, dimostrandosi assai concreti.

Le note liete per gli azzurri, come già accadeva lo scorso anno, sono arrivate dall'attacco: Cavani e Pandev, goal a parte, sono apparsi in forma-campionato, per l'incessante lavoro che hanno saputo fare a servizio della squadra. Per il resto, c'è tanto, tanto da correggere: vediamo, punto per punto, cosa non ha funzionato e dove bisogna intervenire in ottica futura.

LA COPERTA E' CORTA

Ci risiamo: la difesa del Napoli è un monumento all'insicurezza. A Pechino ha tenuto botta finchè la Juventus ha presentato davanti lo statico Matri, peraltro assistito troppo da lontano dall'intermittente Giovinco. Altra musica nella ripresa: l'ingresso di Vucinic è stato la classica mossa spacca-partita. Gli azzurri hanno cominciato a ballare come nelle peggiori partite della scorsa stagione e lì si è deciso il match, al netto delle espulsioni di Pandev e Zuniga, peraltro determinanti.

MORGAN, COSA TI SUCCEDE?

Ormai non si può più nascondere la polvere sotto il tappeto: esiste un caso De Sanctis. Già nella seconda parte dello scorso campionato si era capito, in Cina se n'è avuta un'ulteriore conferma: dov'è finito il vero Morgan? Il numero 1 azzurro ha collezionato una doppia figuraccia sul primo goal bianconero di Asamoah e con quell'uscita a vuoto sull'autorete di Maggio. Urge recuperare psicologicamente il ragazzo, forse distratto dalla questione rinnovo. Un portiere poco sereno può diventare un'enorme palla al piede per una squadra.

QUALITA', QUESTA SCONOSCIUTA

La manovra del Napoli si accende quasi esclusivamente in fase di rimessa, il marchio di fabbrica delle squadre di Mazzarri. Oddio, non ditelo allo scorbutico tecnico livornese, ma è proprio così. Il nuovo centrocampo a cinque, con Pandev sulla trequarti, ha funzionato solo a strappi. Va bene, eravamo all'11 di agosto, ma qualcosa si è già intuito. La prossima sarà una stagione decisiva per Inler ed Hamsik: toccherà a loro due prendere per mano il centrocampo. Lo svizzero, esaurito il 'rodaggio' del primo anno, dovrà far vedere di cosa è capace, mostrando più personalità. Lo stesso dicasi per lo slovacco, atteso da una consacrazione definitiva che, per la verità, tarda ad arrivare. Per molti 'Marekiaro' è già un giocatore completo e maturo, non per chi scrive. E' sul funzionamento di quest'asse che si baserà buona parte delle fortune di questa squadra. Bene, invece, Behrami, stesso atletismo di Gargano, ma con più acume tattico.

QUEL CURSORE SGASATO

Christian Maggio ha patito a lungo Asamoah, mastino di centrocampo, schierato per l'occasione a sinistra. Altra mossa azzeccata da parte dei bianconeri ed altro nodo cruciale della partita. E si sa che quando il cursore veneto non gira, ne risente tutta la manovra azzurra. Già agli Europei l'ex Samp era sembrato poco in vena, e il trend (negativo) è continuato in quel di Pechino. Forse ha ragione Mazzarri: serve un vice Maggio, più che un esterno mancino. Uno che lo rimpiazzi nei periodi di luna calante che, per carità, possono capitare a tutti. Anche se per lui, forse, stanno diventando un po' troppo frequenti...

LE SCELTE DI MAZZARRI

Soprattutto i cambi: Fernandez (disastroso) per Cannavaro e Gargano per Hamsik. Chi li ha capiti? E poi la solita incapacità di correggere le gare in corsa. Anno nuovo, vecchio Mazzarri, insomma. Se poi si perdono le staffe (comprensibile umanamente, ma non giustificabile) e si viene espulsi, la frittata è completa.

VOGLIA DI MERCATO

Niente drammi, la stagione è appena iniziata. Occhio al mercato, però, che corre verso il rush finale. Mancano meno di venti giorni, urgono interventi decisi. Finora De Laurentiis è stato alquanto avaro, e non ci hanno convinto le dichiarazioni di Bigon: "Tra i nuovi, dobbiamo contare anche gente come Britos e Donadel, che non si sono mai visti...". Trattasi di due discreti giocatori che, se recuperati, possono essere utili, ma di certo non possono fare la differenza. Le polemiche di Pechino non facciano perdere la bussola alla società, chiamata a completare e rafforzare l'organico. Indispensabile intervenire nei seguenti ruoli: vice Maggio a destra, vice Cavani in avanti e almeno un volto nuovo in difesa. L'ideale sarebbe prendere un centrale sinistro, veloce, attento nella marcatura: uno superiore qualitativamente a Britos e Aronica. Perchè non pensarci? Misteri...

Sullo stesso argomento