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I nerazzurri pescano il modesto Vaslui dall'urna di Nyon, ma servirà comunque un'Inter totalmente diversa da quella vista nel match di ritorno contro l'Hajduk a S.Siro.

Un passo indietro nel gioco, uno in avanti nella fortuna. L’Inter che ha sofferto oltremodo il modesto Hajduk ha la strada spianata per qualificarsi alla fase a gironi di Europa League. La Dea Bendata ha dato una mano ai nerazzurri, pescando nel sorteggio di Nyon un avversario comodo comodo come i romeni del Vaslui.

Ovviamente ci vorrà un’Inter ben diversa da quella vista giovedì sera a San Siro, con poche idee, troppo rilassata dopo il 3-0 dell’andata, ma comunque insufficiente e uscita meritatamente tra i fischi dei tifosi accorsi numerosi e rimasti delusi da uno spettacolo quasi deprimente. Poco meno di due settimane sembrano sufficienti per mettere ulteriore benzina nelle gambe, quel che basta per provare a chiudere il discorso qualificazione già in Romania.

Il modo migliore per prepararsi al debutto in campionato nella trasferta di Pescara, campionato che rimane l’obiettivo primario della stagione, ma Europa League da non prendere sottogamba: in primo luogo per evitare figuracce che potrebbero avere effetti devastanti sulla stagione, in secondo luogo perché, seppur senza il fascino e il prestigio della Champions League, regala comunque soldi e punti (fondamentali) nel ranking Uefa.


Con l'Hajduk è andata bene, ma contro il Vaslui servirà un'altra Inter
E poi, storicamente, ancora quando si chiamava Coppa Uefa, questa è una manifestazione che sorride ai colori nerazzurri, con 3 trofei (e una finale persa) conquistati negli anni ’90. Anni in cui le nostre squadre affrontavano il torneo con grande serietà, quella che è mancata nelle ultime stagioni e che alla lunga ci è costato un posto in Champions League.

Una lezione da non dimenticare, perché solo da noi l’Europa League è considerata ‘un fastidio’ per il campionato e non una vetrina internazionale. Importante chiudere il discorso qualificazione il 23 agosto e arrivare sereni al ritorno del 30, perché soli tre giorni dopo c’è il primo big match della stagione contro la Roma di Zeman.

Sebbene la stagione sia solo all’inizio, inutile complicarsi la vita e sprecare energie preziose contro un avversario che tecnicamente è nettamente inferiore. Queste prime due uscite ufficiali hanno sentenziato che in questo momento l’Inter non può permettersi troppo turnover, che la fase difensiva va registrata (Silvestre a Spalato e Samuel a Milano imbarazzanti) e che urgono rinforzi, almeno uno per reparto.

Inutile nasconderlo, ma anche contro il Vaslui la squadra di Stramaccioni può solo farsi male da sola. Un masochismo evidente contro i croati, a cui non è sembrato vero uscire da San Siro con una vittoria meritata, ma che deve rimanere solo un episodio. Gli spettri della passata stagione sono ricomparsi contro i croati, ora al cospetto dei romeni vanno scacciati assolutamente. Perché non ci sono dubbi che il destino del campionato potrebbe risultare subito compromesso in caso di eliminazione precoce dall’Europa. E’ quella che conta meno, ma pur sempre un ancora di salvezza…


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