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Alla fine la Juve puo’ tirare un sospiro di sollievo. Bonucci e Pepe sono stati assolti, Antonio Conte invece e’ stato squalificato per 10 mesi

Alla fine la Juve puo’ tirare un sospiro di sollievo. Bonucci e Pepe sono stati assolti, il primo rischiava addirittura tre anni di stop, Antonio Conte invece e’ stato squalificato per 10 mesi, 5 in meno di quanto chiedeva Palazzi. Doveva essere una mattanza per il club bianconero che invece ne esce sollevato. Il pentito che aveva chiamato in causa Bonucci e Pepe si e’ dimostrato inattendibile e cosi’ le posizioni dei due juventini e’ cambiata radicalmente.

Questo conferma come la posizione dei pentiti va riconsiderata, in Italia si da troppo valore a chi confessa tirando in ballo altri colleghi per provare ad allegerire la propria pena. Andrea Masiello e’ stato valutato inattendibile dai giudici mentre fino a qualche tempo fa le dichiarazioni di questo calciatore venivano prese come oro colato, mettendo cosi’ nei guai altri tesserati in realta’ innocenti. Come mai Palazzi ha valutato come attendibile Masiello ed invece i giudici hanno capito in poco tempo che le dichiarazioni del calciatore erano contraddittorie? Questo processo doveva essere una tragedia per il calcio italiano ed invece gia’ in primo grado le condanne sono state decisamente piu’ leggere.

Alla fine dei tanti giocatori di vertice chiamati in causa sono stati assolti tutti, compreso Marco Di Vaio. La posizione piu’ grave e’ quella dell’allenatore juventino. La condanna di Antonio Contepero’ lascia perplessi. Si dice che “è davvero poco credibile che Conte non fosse a conoscenza dell’iniziativa presa dal suo collaboratore, anche in ragione della personalità e del ruolo che aveva all’interno della Società, ben spiegati dalla dichiarazione resa da Perinetti, il quale ha affermato che l’allenatore aveva un “carattere accentratore” (dichiarazione Perinetti dell’8.3.2012). Insomma non si hanno prove sull’allenatore della Juve ma si deduce che Conte dovesse sapere della combine perche’ era a conoscenza di tutto quanto faceva il suo team. Una teoria che lascia perplessi e fa pensare che in secondo grado l’allenatore juventino possa ottenere uno sconto sulla sentenza.

E’ quello che e’ convinta la stessa Juve che affila le armi per il ricorso. C’e’ un’altra cosa che mi lascia perplesso in tutta questa vicenda, giornali e tv avevano anticipato di due giorni le sentenze, senza sbagliarne una. Una coincidenza? Una soffiata? Sicuramente la FIGC dovrebbe indagare per scorprire come mai le decisioni erano gia’ note da tempo. L’altro dubbio che rimane e’, se le sentenze erano gia’ decise da due giorni, cosa hanno fatto i giudici in queste ultime 48 ore? Su cosa hanno discusso se poi nessuna posizione e’ cambiata da due giorni fa? Speriamo la FIGC risponda a questi nostri punti interrogativi. Per il momento il vero sconfitto di questo primo grado e’ Palazzi che ha visto ridotte tutte le sue richieste. Le sue accuse basate sui pentiti si sono rivelati in alcuni casi inattenbidili e sono state smontate facilmente dalla difesa. Il calcio italiano non ne esce pulito ma rispetto a qualche mese fa, quando le perquisizioni addirittura arrivarano a Coverciano con l’Italia in ritiro, la situazione appare decisamente migliore.

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