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In pochi giorni Pradè e Macia hanno rivoluzionato il gruppo e la formazione titolare ideale, rompendo con il passato. Ora resta da capire solo il futuro del montenegrino.

Tutti a Firenze chiedevano una forte discontinuità con il recente e triste passato. Detto fatto. La coppia Pradè-Macia ha lavorato intensamente da oltre un mese, spesso sottotraccia, e con una fiammata micidiale negli ultimi giorni ha portato in riva all'Arno un filotto di giocatori, soprattutto a centrocampo, che di fatto rivoluzionano la squadra potenzialmente titolare.

Se prendiamo una Fiorentina “tipo” della scorsa stagione, diciamo del periodo di Delio Rossi, e la confrontiamo a quella attuale-potenziale (sempre andando ad intuito, e sottolineando come il mercato in entrata ed in uscita sia tutt'altro che chiuso), ecco cosa viene fuori.

Sono solo 3 i giocatori titolari rimasti della vecchia formazione: il giovane Nastasic, che nonostante alcuni svarioni ha dimostrato carattere e tecnica in difesa; il neo capitano Pasqual, terzino molto affidabile e a cui è stato chiesto di “fare spogliatoio”; e il campioncino Jovetic, l'uomo simbolo della Fiorentina del presente e del futuro, colui a cui tutti chiedono di fare la differenza.

A questi tre possiamo aggiungere Lazzari e Cassani, che della “vecchia” rosa sono lì pronti a giocarsi un posto con i nuovi arrivati Mati Fernandez e Cuadrado. In ribasso le azioni del discusso Alessio Cerci, che Montella conosce benissimo venendo dalle giovanili della Roma ma che nel corso del ritiro a Moena pare non aver convinto del tutto il tecnico campano, diventando di fatto una prima alternativa in caso di attacco a 3 oppure interessante pedina di scambio nell'ultimo mese di mercato.

LA VECCHIA E LA NUOVA FIORENTINA A CONFRONTO
2011/2012

Boruc

Natali - Gamberini - Nastasic
Cassani - Behrami - Montolivo - Lazzari - Pasqual
Jovetic - Amauri
2012/2013

Viviano

Nastasic, Roncaglia, Rodriguez
Cuadrado - Aquilani - Valero - Fernandez - Pasqual
Jovetic - El Hamdaoui
 
Resta un piccolo/grande punto interrogativo, quello su Jovetic. Un Andrea Della Valle raggiante durante la presentazione di ieri e anche le dichiarazioni di oggi a margine dell'annuncio ufficiale di Aquilani, ha letteralmente “passato la palla” al montenegrino: “La conferma di Jovetic da parte nostra è senza discussione, e altrettanto mi auguro che lui non cambi idea per continuare insieme a noi”. Della serie: per noi sei incedibile, ma se vuoi andare via e arriva un'offerta adeguata, ti potremo accontentare.

Si parla ancora di possibili arrivi a centro campo, su tutti Ralf, brasiliano che piace moltissimo, e l'ala d'attacco Gomez del Catania, anche se quando la società etnea liberò Montella ci fu una sorta di “patto amichevole” che la Fiorentina non avrebbe insidiato giocatori del Catania. Ma si sa, nel corso del mercato tutto può sempre cambiare.


Mercato e ruolo, Jovetic
resta l'incognita viola
di queste settimane
Però il nodo vero a questo punto non è quello di altri innesti in mezzo al campo, ma quello su Jovetic e l'idea che ha Montella sull'attacco in generale. L'unico attaccante “vero”, classico, è il nuovo arrivato El Hamdaoui, tutto da verificare nel calcio italiano.

Far giocare Jovetic centravanti è possibile, a patto di far girare la squadra e di assisterlo in certo modo. Non facile, e certamente non così gradito a Jovetic stesso, che più volte ha dichiarato di preferire una posizione mobile nell'attacco, per liberarsi e cercare il tiro da più posizioni, diciamo da seconda punta. Che questo sia il nodo della questione? E che vengano da qua i dubbi ed i pericolosi silenzi del giovane JoJo?

In città inizia a tornare un certo entusiasmo, perché i giocatori in uscita erano ormai “mal sopportati” e quelli in entrata hanno tutte le carte in regola per far bene. Ma si inizia a pensare ad un attacco un po' leggero e troppo Jovetic-dipendente, a meno che il montenegrino alla fine non parta e con la sua cessione arrivino uno o due altri attaccanti. A Firenze nessuno se lo augura, ma anzi si sogna l'ennesimo colpo di scena, stavolta in attacco.

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