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La campagna acquisti dei blucerchiati prosegue all'insegna dell'incertezza, tra strategie da definire e nomi nuovi da individuare.

Dopo i primi botti di mercato esplosi in luglio, sembra essersi momentaneamente arenata la campagna rafforzamento blucerchiata. Tanti ancora sono i tasselli da aggiungere nel mosaico della Sampdoria del futuro, come tanti sono gli “epurati” rimasti da collocare in altre piazze, usato sicuro che lontano da Genova potrà trovare nuovamente continuità di utilizzo e risultati.

Sensibile attualmente sta lavorando a parecchie operazioni che solleticano più o meno l’entusiasmo del popolo doriano. Magari non colpi eclatanti, ma che in prospettiva potrebbero rivelarsi ottimi acquisti. Si parla di Fausto Rossi della Juve, Caldirola, difensore a metà tra Inter e Cesena e di Melazzi, esterno d’attacco del Danubio.

I principali nomi che fino ad adesso sono stati accostati ai colori blucerchiati sono sfumati: si parlava di Rigoni, ora al Chievo, di Estigarribia, senza contare Migliaccio, la cui situazione appare ancora come un rebus tutto da decifrare. Non certo candidati per cui il mancato arrivo a Genova indurrà i sostenitori doriani a fasciarsi la testa o gridare allo scandalo, visto soprattutto il calibro dei primi due innesti portati a Genova dal Direttore Sportivo Pasquale Sensibile.

Maxi Lopez: un grande attaccante. I movimenti sono quelli del campione, così come lo sono la sua tecnica e il suo senso del goal. Viene da un infortunio, ma se riuscirà a liberarsi di quei ‘chiletti’ di troppo palesati nel ritiro di Bardonecchia, la Samp potrà contare su un bomber da almeno 15 marcature stagionali. Senza contare De Silvestri, terzino col fisico da gladiatore e i centimetri del cestista: la sua prestanza sarà senz’altro utile per risolvere partite bloccate, magari con un colpo di testa su calcio piazzato. Situazione tattica che il tecnico Ferrara e l’esterno hanno cominciato ad imbastire nelle prime amichevoli e che sta già dando i primi frutti.


Neopromossa di lusso: ecco perchè alla Samp
serve il giusto mix
“Largo ai giovani, ma un occhio anche all’esperienza”, aveva tuonato Ferrara nella prima conferenza stampa in Alta Val di Susa. E sembra veramente questa la strategia societaria, atta a potenziare un organico già discreto, che potrebbe diventare buono con l’innesto di due-tre pedine. La Samp si trova attualmente in una posizione da decifrare: è una neopromossa, è vero, ma per blasone e passato più o meno recente considerarla alla stregua di squadre impegnate da sempre nella lotta per non retrocedere appare quanto meno irrispettoso. Campionato tranquillo, strizzando magari un occhio all’Europa League, se le circostanze e soprattutto la concorrenza lo permettessero, l’obiettivo stagionale.

Tra le caselle vuote da riempire nell’11 di base rientra senza dubbio il terzino sinistro. Attualmente in rosa c’è l’ungherese Laczko, il quale in A non sembra poter garantire il rendimento comunque sufficiente mostrato in Serie B. E’ probabile che a inizio stagione il giocatore si ritrovi a vestire un’altra maglia. Castellini sembra poter essere più un’ottima riserva che un titolare da 30-35 presenze, senza contare che Costa è stato sempre provato dal tecnico Ferrara come centrale. Sfumato Crescenzi, l’ideale sarebbe l’argentino Schelotto (molto offensivo e costoso), più agibile potrebbe essere la soluzione Davide Santon del Newcastle, società che più di una volta ha provato ad inserirlo in trattative di mercato per arrivare ad altri giocatori.

Con Tissone partente certo, rimane da coprire il ruolo di centrale di centrocampo – l’argentino finora ha interpretato quel ruolo nelle prime uscite stagionali -. L’ideale sarebbe un regista alla D’Agostino, un giocatore d’esperienza, dotao di ottima visione di gioco e che possa risolvere qualche partita con un calcio piazzato o un tiro da fuori. Un centrocampo composto da Renan, D’Agostino e Obiang garantirebbe neuroni, muscoli e verticalizzazioni a profusione, senza contare che pronti ad entrare ci sarebbero Munari e Krsticic, perfetto connubio di spregiudicatezza giovanile ed esperienza.

Per stessa ammissione del tecnico Ferrara, il 4-3-3 sarà il modulo base attorno al quale ruoteranno le pedine blucerchiate: naturale che sorga qualche perplessità riguardo le scelte in avanti. Se Eder sembra essere l’uomo adatto per accentrarsi e tirare - o per servire al centravanti l’assist decisivo - meno adatto a questo compito appare Juan Antonio, più abituato ad agire sulla tre-quarti dietro alle punte. In questo senso Icardi, anche se acerbo, potrebbe garantire migliori risultati. Naturale che un altro giocatore con queste caratteristiche sia ai primi posti nella lista della spesa di Sensibile: Melazzi è un’opzione misteriosa, l’ideale sarebbe stato trattenere Biabiany, ceduto in comproprietà al Parma, che con la sua rapidità, avrebbe potuto offrire alla Samp qualche soluzione offensiva in più.

Il ruolo del centravanti titolare sarà senza dubbio di Maxi Lopez, con Pozzi, bomber implacabile in B ma con uno score modesto nella massima serie, alternativa comunque di sicura affidabilità. La scarsa attitudine del romagnolo a giocare esterno, fa del centravanti scuola Milan un doppione dell’argentino. Non è comunque escluso che in partite in cui sarà necessario uno schieramento meno spregiudicato, Maxi e Pozzi possano coesistere in un 4-4-2 novelliniano, in cui l’ex catanese interpreterebbe il ruolo di seconda punta.


Meglio un gruppo solido
che due-tre soliti non
integrati a dovere
In attesa dei rinforzi necessari per affrontare al meglio la massima serie, resta da commentare una mossa societaria che appare quantomeno in contraddizione con quanto proclamato nei mesi scorsi e anche in tempi più recenti. Se i giovani saranno realmente alla base del progetto Samp, come si spiega la partenza di Masi verso la Juve, passando attraverso le buste con la Pro Vercelli?

E’ chiaro che il giovane Alberto sia da considerare ancora un signor Nessuno, visto che le sue – comunque indiscutibili - qualità le ha comunque espresse in Lega Pro, ma, prima di lasciarlo partire, sarebbe stato più lungimirante e coerente tenerlo alla base per almeno un paio di stagioni. E invece niente, buste beffarde con la Pro Vercelli - quella piemontese probabilmente rimpinguata da zio Beppe (Marotta) - e addio al speranze di poter coltivare in casa un giocatore che per caratteristiche e attitudine è stato definito il nuovo Nesta. Truffa juventina o dabbenaggine doriana? Probabilmente una via di mezzo visto che la cifra inserita nella busta della Pro Vercelli superava di poco il milione di euro.

Capitolo cessioni. Ai tifosi che coltivano ancora speranze di vedere Andrea Poli restare a Genova vorrei chiedere: pensate che Poli desideri restare alla Samp? Tanti, troppi l’hanno acclamato al suo arrivo a Bardonecchia come un eroe. Nell’anno della retrocessione ha furbescamente abbandonato la nave mentre colava a picco per accasarsi in prestito all’Inter, facendo incassare ai blucerchiati un misero milione di euro – quindi la scusa che la Samp volesse fare cassa non regge -. Ora vive da separato in casa, in attesa che alla porta di Corte Lambruschini bussi una grande. Sensibile l’aveva detto: “niente prestito, solo cessione a titolo definitivo”, perché chi ha assaggiato il top, o presunto tale, difficilmente torna indietro.

Il lungo colloquio avuto con capitan Gastaldello in quel di Bardonecchia ha lasciato intendere che il comportamento del giocatore potrebbe in un certo senso aver irritato lo spogliatoio. Perché sarà questa l’arma in più della Samp in Serie A: la forza del gruppo. La grinta, l’umiltà e la qualità mostrate nella cavalcata verso la massima serie non devono essere dimenticate, ma esaltate. I ragazzi sono uniti, si aiutano e hanno fatto in modo che i nuovi si integrassero al meglio. Meglio avere 22 giocatori di buon valore che remano tutti dalla stessa parte piuttosto che due o tre solisti che non si sentono in tutto e per tutto parte di un progetto e di una squadra.

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