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Dopo un inizio di mercato esitante, il club viola sta allestendo una formazione che lascia intendere propositi chiari: i gigliati vogliono riconquistare i tifosi divertendo.

L'impresa è difficile, titanica. Restituire entusiasmo ad una città come Firenze, che in appena due stagioni è crollata dalle nottate di Champions al grigiore dei bassifondi della classifica non è affatto facile. Anche perché il tifoso viola è un personaggio molto particolare. Ama la sua Fiorentina come poche altre cose, ma l'indole indomita che scorre velocissima nelle vene dei toscani è spesso il preludio a veleni e polemiche, pronte a scatenarsi in qualsiasi momento, persino quando la “Viola” guardava quasi tutte le altre squadre dall'alto.

A peggiorare la situazione ci sono stati molti (troppi) mesi di gestione della squadra e della società deficitaria, sia per quel che è successo in campo e fuori, che per come è stato gestito il rapporto con la città. Si parla tanto di progetto. E' una parola impalpabile, vuota all'occhio del tifoso se non accompagnata da fatti, risultati, acquisti.

Proprio un grande acquisto potrebbe forse accendere di nuovo il tifo fiorentino, ma il neo direttore sportivo Daniele Pradè predica prudenza, pazienza. “Sarà un mercato lungo, lunghissimo, cercheremo opportunità e riusciremo a costruire una squadra importante, dateci fiducia e soprattutto abbiate pazienza”. Questo il sunto dell'ex dirigente giallorosso, ora in riva all'Arno.

Al fiorentino piace il modo di comunicare di Pradè, perché è diretto, senza troppi fronzoli. E infatti il DS viola gode di un certo credito. Si aspettano i fatti, soprattutto sul lato Jovetic, il campioncino di casa viola, che troppe big sognano. Soprattutto una con la maglia a strisce non così “amata” a Firenze... Non basta la fermezza di Andrea Della Valle a placare gli animi, e nemmeno la ridda di voci intorno al montenegrino.


La nuova Viola ha scelto
di puntare su giocatori
motivati e affaati
Così che in queste calde giornate di fine luglio sono passati quasi in secondo piano gli interessanti movimenti della società per dare a Montella una squadra giovane e capace di riaccendere la passione. Capace di riportare al Franchi un pubblico degno di Firenze, visti i vuoti dolorosi della scorsa stagione. Come riportare entusiasmo senza grande capacità di spesa? Senza un nuovo Batistuta a riaccendere la città? Con il gioco.

E' questa la missione (impossibile?) di Montella e della dirigenza. Ripartire quasi da zero, tagliando tanti rami secchi, con una rosa fatta di giocatori magari meno blasonati ma motivati, veloci. Affamati. Pronti a seguire alla lettera gli schemi e le idee di un allenatore giovane e molto ambizioso come Montella, che ha in testa un modo di giocare a calcio intrigante, ideale per far divertire un pubblico esigente come quello gigliato.

Al momento sono arrivati il portiere Viviano (fiorentino doc), il tosto difensore argentino Roncaglia, l'attaccante El Hamdaoui ed i centrocampisti Cuadrado, Della Rocca e Mati Fernandez. Proprio il centrocampo è il settore che più abbisogna di altri innesti, tanto che è spuntato il nome di Aquilani, in rotta col Liverpool e già vicino alla Fiorentina l'anno scorso.

Per lui il nodo è l'ingaggio, fuori dal tetto viola (4 attuali ai Reds contro i 2 milioni di Firenze), ma con buona volontà e una spalmatura su 4 stagioni l'affare non è impossibile. Altro nome caldo è quello di Ralf del Corinthians, che in Brasile è molto costante e stimato. E poi Gargano, che tanto bene sta facendo a Napoli, ma che potrebbe anche partire, ma non a basso prezzo.


Sta nascendo un undici
votato al bel gioco, dai piedi buoni, dinamico
Montella nel ritiro di Moena ha provato molti schemi ed uomini, pur sapendo di aver ancora una rosa non completa, e con diversi giocatori in uscita (Vargas, Felipe, e probabilmente anche Cerci se arriva l'offerta giusta). Il mercato riserverà certamente alcuni innesti: si parla anche di Poli (trattativa non facile) e magari qualcuno in più in avanti.

Ma se oggi vogliamo giocare a fare una formazione possibile col 4-3-3 caro a Vincenzo Montella, ecco quale potrebbe essere l'undici di partenza: Viviano in porta; difesa con Cassani - Roncaglia - Nastasic - Pasqual; i tre di centrocampo Mati Fernandez - Della Rocca - Lazzari; tridente offensivo con Cuadrado - Jovetic - El Hamdaoui, con Cerci prima alternativa.

Pare che stia nascendo una squadra con i piedi buoni, che forse abbisogna anche di un paio di giocatori di rottura in mezzo al campo, capaci di recuperare palla e non solo di proporsi. Un centrocampo atipico, senza un vero regista classico davanti alla difesa (nemmeno Aquilani lo sarebbe), ma tanti uomini intercambiabili, sempre in movimento e capaci di inserirsi in zona tiro.

Che il neo tecnico gigliato sogni una Fiorentina “alla Barcellona”, dove tutti fanno girare palla senza dar punti di riferimento, e con il centravanti che non è un uomo ma uno spazio da occupare a seconda di come ruota la squadra? Forse solo sogni di mezza estate, ma del resto Firenze oggi ha bisogno sì di certezze ma anche di ritrovare la capacità di sognare...

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