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L’Inter ha il dovere morale, etico ed economico di iniziare nel migliore dei modi la sua nuova avventura europea. Vietato snobbare l'ex Coppa Uefa.

Inizia ufficialmente l'annata sportiva 2012-2013, i preliminari di Europa League segnano il bivio fra il pacato calcio estivo e l'agonistica stagione incipiente. Per l'Inter, contro l'Hajduk, occorre vincere, come sempre d'altro canto, per iniziare nel migliore dei modi ed indirizzare al meglio il futuro prossimo.

Una vittoria permetterebbe di affrontare con maggiore tranquillità il ritorno a Milano e darebbe una bella spinta alla formazione bauscia per il passaggio al turno successivo; dopo la sfida andata/ritorno con l'Hajduk Spalato, per la vincente vi sarà un ulteriore spareggio per poter poi finalmente accedere alla fase a gironi vera e propria.

In secondo luogo, una competizione europea è propedeutica per le ossa dei giovanotti di cui l'Inter spesso si comporrà nella stagione prossima ventura, da Mbaye a Longo passando per Alvarez e Coutinho. Più partite vuol dire più spazio per tutti, cosicchè pure i meno esperti avranno l'occasione di mostrare il proprio valore in campo con conseguente calo di mugugni in panchina e malumori in spogliatoio.

Ma venendo al concreto, al soldo, il prosieguo nella competizione garantirebbe un ritorno economico, magari non cospicuo, ma su cui certo non ci si può permettere di sputare sopra, anzi, in un periodo di vacche magre tutto fa brodo.


Solo in Italia si snobba
un trofeo che comunque
regala grande prestigio
L’Europa League, anche se non possiede il fascino della Champions, rimane pur sempre una competizione continentale di prestigio, che nel corso degli ultimi anni è stata vinta da club storici come Atletico Madrid e Porto che hanno sfornato talenti di grande valore tecnico, rivenduti poi a peso d'oro.

In Italia, talvolta sopraffatti da snobismo autolesionista, ultimamente abbiamo evitato di dedicarci anima e core a quella che una volta si chiamava Coppa UEFA con la conseguente e inevitabile discesa nel ranking europeo, perdendo posti per partecipare alle coppe stesse. Una vittoria (o comunque un grande percorso) garantirebbe qualche punticino in più nel ranking UEFA, di cui l'Italia ha disperato bisogno per non vedersi sorpassata nei prossimi anni dopo che dalla Germania, anche dalla Francia del PSG.

Inoltre l’Inter ha una grande occasione, vincere un trofeo continentale. A livello teorico e al netto di ogni riflessione di natura economica, ci si potrebbe domandare se sia meglio vincere un’Europa League oppure uscire agli ottavi della Champions come nell'anno passato.

Di sicuro vi è che la formazione meneghina in CL avrebbe avuto notevoli difficoltà, mentre in EL invece può pensare di arrivare fino in fondo, sperando quindi di aggiungere un trofeo alla propria bacheca. La vecchia Coppa UEFA, vinta dai nerazzurri 14 anni fa, non sarebbe poi così malaccio, sempre un "titulo" rimane.


In Europa League l'Inter
può recitare un ruolo da
protagonista primario
Mettendo al bando i macroragionamenti e concentrandosi sul match di domani sera, l’armata bauscia incontrerà per l'appunto il già citato Hajduk Spalato, che ha agevolmente eliminato lo Skonto Riga. I croati sono più avanti nella preparazione atletica e questo potrebbe determinare qualche problemino a centrocampo, così come evidenziato nel primo tempo dell’amichevole di sabato contro il Celtic.

Stramaccioni infatti dovrebbe optare per una formazione simile a quella vista nel secondo tempo di Glasgow: Handanovic fra i pali, difesa quadricipite con Silvestre, Zanetti, Ranocchia e Chivu; centrocampo con Jonathan, Guarin, Cambiasso e Snejider; davanti Milito e Palacio.

Mancherà Maicon, perchè la sua eventuale presenza in campo ne comprometterebbe il valore di mercato e pregiudicherebbe un eventuale utilizzo dello stesso nella prima fase Champions. Succede anche questo, in attesa del gong del 31 agosto...

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