thumbnail Ciao,

Nel clan bianconero tiene banco il destino dei tesserati coinvolti nel caso scommesse. La sottile linea tra patteggiamento e processo divide e fa discutere.

Sembra già definito il futuro di Antonio Conte: 3 mesi di squalifica per scacciare lo spauracchio di un anno lontano dalla panchina della Juventus. Una scelta ragionata, finanche sofferta, che dal punto di vista tecnico-legale, ha pure una sua logica. Ma anche una macchia indelebile sul curriculum.

Tecnicamente, non e' un'ammissione di responsabilita', perche' non si va davanti al giudice ad ammettere la colpa. Semplicemente, si sceglie il male minore: in un processo sportivo, tocca all'accusato dimostrare la propria estraneita' ai fatti e non al giudice inquisitore dimostrare cio' che sostiene. Si chiama inversione dell'onere della prova, si traduce in aberrazione giuridica.

Cosi', semplicemente perche' un Carobbio o un Masiello qualsiasi tirano fuori una storiella, uno rischia di giocarsi la carriera. I casi Bonucci e Portanova da questo punto di vista sono emblematici: illecito sportivo il macigno scagliato da Palazzi.


Sistema fallace, basta il
solo sospetto per buttare chiunque nel tritacarne
Ma la partita 'l'hanno fatta o no'? Non importa, basta il sospetto per buttarli nel tritacarne. Intendiamoci: se davvero fossero taroccatori di professione, 3 anni sarebbe il minimo, pero' non si puo' giocare con la vita - perche' di questo si tratta - di questi ragazzi.

L'accusa al mister bianconero e' più leggera, si sarebbe limitato a non denunciare una combine gia' concordata ad altri livelli: se si leggono le confessioni degli indagati, ne esce un quadro veramente schifoso, fatto di gare vendute, comprate o semplicemente false per poterci scommettere sopra, un sottobosco in cui faccendieri ma anche presidenti, allenatori e giocatori senza scrupoli, avrebbero mangiato per anni.

Un andazzo che se fosse confermato nella sua interezza, avrebbe falsato tutti i campionati degli ultimi anni (e chissa' quanti di quelli precedenti...).

Se Conte decidesse veramente di patteggiare, il suo nome comparira' per sempre nella lista di questo ignobile circo della vergogna. Questo e' peggio di un'ammissione di responsabilita'.


Il popolo bianconero
vorrebbe vedere Conte
lottare anche stavolta
Il ruolo e la grinta del mister bianconero - lo abbiamo sempre sostenuto - sono stati fondamentali a bordocampo per la vittoria dello scudetto dello scorso anno e la sua assenza costerebbe diversi punti alla sua squadra. Dalla tribuna non sarebbe la stessa cosa, ne siamo sicuri.

Siamo altrettanto certi, pero', che se il tifoso juventino potesse scegliere, baratterebbe qualche punto in meno pur di non vedere il proprio capitano trascinato in questa fogna.

Se davvero fosse innocente - e questo solo lui puo' saperlo - vorrebbe vederlo combattere esaurendo fino all'ultima stilla di sudore, proprio come faceva da guerriero in campo.

E se dovesse andare male, non importa, lo spalleggera' fino all'ultimo giorno di squalifica, ma a testa alta. L'onore non si patteggia, lo striscione che idealmente i suoi tifosi mostrerebbero a Conte in questo momento.

Sullo stesso argomento