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Il grande obiettivo del mercato nerazzurro diviso tra Inter e Manchester United. La sua volontà sarà decisiva, la scelta non è scontata.

Ormai è un affare per due, a meno che qualche sceicco ricco sfondato non si metta in mezzo nelle prossime settimane. Il futuro di Lucas verrà deciso solo a Olimpiadi terminate, resta da capire se l'aereo che partirà da San Paolo avrà destinazione Manchester (sponda United) o Milano (sponda Inter).

I Red Devils si sono mossi ufficialmente con il club paulista, che per ora tergiversa sperando in un'asta. Al contrario i nerazzurri hanno già il gradimento di giocatore e agente, ma non hanno ancora formulato un proposta perché aspettano di fare cassa dalle cessioni di Julio Cesar, Maicon, Castaignos e Pazzini.

L'esito del duello non è scontato, nonostante lo scintillo della Premier sia altra cosa rispetto a quello di una Serie A piuttosto malandata. Abbiamo provato ad immaginare 5 motivi per i quali il giocatore dovrebbe scegliere l'una o l'altra destinazione. Ogni strada ha il suo perchè, dipende tutto da Lucas...

PERCHE' SCEGLIERE LO UNITED

IL CLUB PIU’ RICCO AL MONDO - Se Lucas scegliesse di cedere alle avance di Sir Alex Ferguson, si ritroverebbe catapultato nel club più ricco al mondo. Secondo l’annuale classifica pubblicata dalla rivista Forbes, che tiene conto di ricavi, debiti e affidabilità, il club inglese è il più ricco di ogni sport con un valore di 2,23 miliardi di dollari. Un contratto faraonico non glielo negherebbe nessuno.

SIR ALEX FERGUSON - Alla guida dei Red Devils da quasi 26 anni, il 70enne allenatore scozzese è una garanzia per i giocatori giovani. Sotto la sua ala sono esplosi i vari Beckham, Giggs, Scholes, Rooney ed Hernandez, solo per citarne alcuni. La sbarco in Europa per i giocatori brasiliani non è mai facile e sotto la sapiente guida di Sir Alex Lucas potrebbe crescere e maturare tatticamente. I campioni da seguire come esempio di certo non gli mancano.

LA VISIBILITA’ - La Premier League è il campionato più ricco al mondo ed è anche quello più seguito. Una torta da 968,2 milioni di sterline di diritti televisivi nell’ultima stagione: re della classifica il City di Mancini (60,6 milioni) contro i 60,3 dei cugini dello United. Quasi un miliardo e mezzo di persone di audience lo rendono il più seguito nel mondo, 643 milioni le case in cui la Premier è entrata, 185 mila le ore mostrate in tv. Per Lucas, che punta dritto a essere protagonista nel Mondiale casalingo del 2014, un palcoscenico di prima grandezza per mostrare tutte le sue qualità.

MALEDIZIONE ESTERNI - Kily Gonzalez, Solari, van der Meyde, Mancini e Quaresma. I tifosi dell'Inter si stanno mettendo le mani nei capelli nel ricordare questi nomi, calciatori con caratteristiche diverse da Lucas, ma pur sempre giocatori che amano giocare sulle fasce. In particolare Mancini e Quaresma vennero richiesti da Mourinho perché ritenuti ideali per il 4-3-3 che lo Special One aveva in mente. Modulo messo prontamente nel cassetto dopo i primi disastri della coppia brasiliana-portoghese. A parte Eto'o, che nell'anno del Triplete si è sacrificato come esterno, e Pandev, giocatore fondamentale per i 6 mesi più belli della storia interista, quello dell'esterno con propensioni offensive è un mestiere duro con indosso la casacca nerazzurra.

LA PRESSIONE - Non c'è dubbio che sia più facile, soprattutto per un giovane in rampa di lancio, giocare in un campionato dove la partita dura 90' e le polemiche per rigori non concessi, gol regolari annullati o segnati in fuorigioco non trovano terreno fertile. La pressione in Inghilterra, tabloid a parte che spulciano la tua vita privata, è minore che in Italia, dove il risultato conta più di tutto e le polemiche si trascinano per l'intera settimana.

PERCHE' SCEGLIERE L'INTER

LA CONCORRENZA - Ad Appiano Stramaccioni lo attende a braccia aperte, giocatore ideale nel suo 4-2-3-1 e anche duttile per passare a un 4-3-3. Sulla riva nerazzurra del Naviglio lo attende una maglia da sicuro titolare, mentre a Manchester dovrebbe sudarsela con i vari Nani, Young, Valencia, Welbeck, Kagawa, Rooney ed Hernandez, pronti a sgomitare a turno per convincere Sir Alex Ferguson. Il 4-4-2 che ama il tecnico scozzese penalizza Lucas, che non è un vera seconda punta e nemmeno un uomo che si fa la fascia su e giù come esterno di centrocampo.

STRAMACCIONI - Non ha l'esperienza del collega Ferguson, ma ama lavorare con i giovani e provare a tirare fuori il meglio da loro. Lucas è un diamante grezzo che va lavorato soprattutto dal punto di vista tattico, lacuna comune a diversi brasiliani quando sbarcano in Italia. Strama stravede per lui ed è convinto che con Sneijder e Palacio possa essere l'uomo adatto per esaltare Milito e provare nella mission (quasi impossible) di scucire lo scudetto dal petto della Juventus.

COUTINHO - Impossibile incrociarsi con Lucio, così come con Julio Cesar e molto probabilmente Maicon, Lucas ritroverebbe però l'amico Coutinho, con il quale ha vinto il Mondiale Sub 20 nel 2011, oltre a Juan Jesus con il quale sta condividendo l'esperienza olimpica. I due si conoscono molto bene, tanto che Coutinho lo ha invitato ufficialmente a scegliere l'Inter. Un'amicizia che potrebbe favorire l'inserimento in un gruppo che parla soprattutto argentino, ma che ha costruito le più recenti vittorie grazie a un perfetto mix argentino-brasiliano.

MORATTI - Fai innamorare Moratti e non te ne pentirai. Per informazioni chiedere ad Alvaro Recoba, che in nerazzurro ha raccolto più di quando ha dato. Il Chino è stato a lungo il pupillo del presidente, che lo ha sempre amato e difeso: gli allenatori andavano e venivano, mentre Recoba rimaneva saldo al suo posto. L'altro grande amore è stato Ronaldo, trattato come un figlio nel travagliato periodo interista. Il burrascoso addio con passaggio al Real Madrid e il ritorno in Italia con la maglia del Milan hanno rovinato tutto. Lucas stuzzica già la fantasia del numero 1 e per entrare nelle sue grazie è sufficiente stupirlo con giocate e numeri d'alta scuola.

IL CLIMA - Il clima mite di San Paolo è un dolce ricordo sia a Milano che Manchester, ma in Italia le temperature sono meno rigide che in Gran Bretagna e questo può essere un fattore molto importante. Nel campionato italiano sono diversi i casi di brasiliani che hanno sfondato (da Kakà a Pato, passando per Maicon, Julio Cesar e andando indietro nel tempo Ronaldo e Zico, solo per citarne alcuni), anche grazie a un rapido ambientamento. Gilberto Silva a parte, i brasiliani difficilmente sono riusciti ad esprimere tutto il loro immenso talento. Basti pensare alla metamorfosi di Robinho, disastroso al Manchester City e rinato al Milan.

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