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I due talenti nerazzurri hanno un'altra chance per farsi apprezzare e conquistarsi un posto importante all'interno dell'Inter: riusciranno a impressionare Stramaccioni?

La missione in Brasile non è andata come ci si aspettava. Il ds Ausilio, sulle tracce di Paulinho e Lucas, è tornato a mani vuote e con indicazioni poco incoraggianti. Il centrocampista del Corinthians, che nello scacchiere nerazzurro avrebbe dovuto sostituire Poli, non ha ceduto alle lusinghe, nonostante l’accordo con Audax e BMG, che detengono il 90% del cartellino.

Sembrava fatta, ma il club paulista, proprietario del restante 10%, ha convinto il giocatore a rimanere almeno un altro anno, rinnovandogli il contratto fino al 2015 e allettandolo con la certezza di disputare il prestigioso Mondiale per Club a dicembre in Giappone. Sfumato anche Poli, stanco di aspettare un cenno che non è mai arrivato, ecco allora Gaby Mudingayi, uno che il campionato italiano lo conosce bene, un onesto pedalatore, ma che (giustamente) non infiamma i tifosi nerazzurri.


Il sogno di Moratti è Lucas, ma riuscire a realizzarlo non sarà facile
Per quanto riguarda, invece, il talento del San Paolo la strada è dannatamente in salita e ancora lunga e per raggiungere l’eventuale traguardo bisognerà attendere almeno la conclusione delle Olimpiadi. Il giocatore vuole l’Europa e non è un mistero, il problema è che in Europa non c’è solo l’Inter a corteggiarlo, ma anche Manchester United e Real Madrid, due superpotenze che possono offrire sin da subito al ragazzo il prestigioso palcoscenico della Champions League e una visibilità che la Serie A italiana, sempre più povera di campioni, non può più garantire. In attesa di tempi di migliori e di qualche saldo, con una rivoluzione ancora in corso, Stramaccioni può guardare nel suo orticello e scegliere tra tanti giovani più o meno acerbi.

I più attesi sono senza dubbio Philippe Coutinho e Ricky Alvarez. Il brasiliano visto a Pinzolo sembra proprio sul punto di esplodere, un nuovo giocatore dopo i 6 mesi in prestito all’Espanyol. E’ vero, siamo solo nel precampionato, ma il ragazzo sembra maturato sia dal punto di vista fisico che mentale, una certa timidezza è rimasta solo davanti ai microfoni e finalmente pronto per giocarsi le sua chance. Possibilità che Strama, che stravede per lui tanto da averlo dichiarato incedibile, sicuramente gli concederà. Intanto Cou sta facendo il suo dovere appieno e in queste prime due uscite stagionali è stato l’unico nerazzurro ad andare sempre a segno: un gol (il primo) nel 6-0 contro la Rappresentativa Trentino e un gol (bellissimo, dopo un fantastico slalom) contro il Koper. Sente addosso la fiducia e di conseguenza gli risultano più facile certe giocate e il 4-2-3-1 è uno schema che lo esalta. A 20 anni è il momento di fare il salto di qualità, prima di essere etichettato come eterno incompiuto.



Coutinho riesce a farsi notare, Alvarez ha poco tempo per fare altrettanto
Di anni ne ha 24, ma la voglia di riscatto è la medesima: Alvarez, più ombre che luci nella passata stagione, non si è ancora visto in campo perché sta effettuando un lavoro specifico per il ginocchio che l’anno passato gli ha creato tanti problemi. Anche lui, come l’ex Vasco da Gama, è un trequartista, sebbene nella passata stagione Ranieri lo avesse spesso impiegato esterno nel 4-4-2.

Davanti (almeno per ora) hanno l’insostituibile Wesley Sneijder, ma nel 4-2-3-1 potrebbero trovare spazio, anche se dovrebbero sacrificarsi sulle fasce. Tanto più se Lucas dovesse rimanere un sogno nel cassetto. C’è, quindi, ancora un mesetto per fugare ogni dubbio (soprattutto agli occhi dei tifosi) e dimostrare che nella nuova Inter c’è spazio anche per loro. Se poi da protagonisti o da gregari, questo sole le prime gare ufficiali lo potranno dire. In un torneo sempre più avaro di campioni, la strada dei giovani potrebbe rivelarsi la più lunga ma allo stesso tempo la più soddisfacente.

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