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Per Totti inizia la 21.a stagione alla Roma, per Zanetti la 18.a. Ma ci sono anche Ambrosini, De Rossi e Bellini: qualche bandiera riesce ancora a non farsi ammainare...

E' stato l'anno dei grandi addii. E' ancora vivo nei ricordi di tutti noi quel pomeriggio del 13 maggio, giorno in cui Alessandro Del Piero, Filippo Inzaghi, Alessandro Nesta, Clarence Seedorf, Marco Di Vaio, Gennaro Gattuso ed Ivan Cordoba hanno detto addio ai colori che hanno onorato per diversi anni.

Bandiere ammainate, alcune - leggasi Inzaghi e Del Piero - senza il rispetto che avrebbero meritato. E' il calcio dei contratti e dei milioni, degli sponsor e degli sceicchi: di tempo per sentimenti e legami affettivi ce n'è sempre meno, sia da parte dei calciatori che da parte dei club. "Non esistono più le bandiere", recita uno dei ritornelli più duri ma veritieri. Le eccezioni, però - fortunatamente - resistono ancora e i giocatori-simbolo, probabilmente proprio perché in via d'estinzione, sono sempre più idoli delle rispettive tifoserie.


Per Javier Zanetti inizia la 18.a stagione in maglia nerazzurra
Quando si parla di bandiere, non si può non pensare a Francesco Totti. Quella che inizierà a breve sarà per il Capitano della Roma la 21.a stagione in maglia giallorossa, l'unica che il 35enne numero 10 abbia mai indossato. Lo ha fatto 641 volte in gare ufficiali, lo farà ancora tante volte. Della Roma, Totti non è soltanto il giocatore più rappresentativo, ma è anche un pezzo di storia. Un simbolo. Il Capitano dello Scudetto più bello della storia romanista, colui il quale ha saputo dire di 'no' a piazze come Milan e Real Madrid, club che gli avrebbero permesso di arricchire il proprio palmares, pur di rimanere in giallorosso.

A seguire le orme di Francesco Totti, c'è Daniele De Rossi: per lui si tratta della 12.a stagione in maglia giallorossa ed anche lui, non a caso definito 'Capitan Futuro', ha detto di no a milioni di euro e prestigio pur di restare legato alla sua Roma.

A proposito di capitani, c'è chi a breve compirà 39 anni ma di smettere o di centellinare le proprie apparizioni sembra proprio non volerne sapere. Si tratta di Javier Zanetti, leader dell'Inter che ha vissuto da protagonista a tutta l'epopea nerazzurra degli ultimi anni. Arrivato in Italia in silenzio nell'estate del 1995, sin dal primo anno si è ritagliato un ruolo importantissimo all'interno del club nerazzurro, fino a diventarne capitano e bandiera. E' stato lui ad alzare al cielo di Madrid quella Champions League che i tifosi dell'Inter non dimenticheranno mai. Per 'El Tractor' comincerà a breve la 18.a stagione in nerazzurro: numeri da brividi.


Bandiere 'minori': per Bellini sarà la 15.a stagione con l'Atalanta
Sull'altra sponda di Milano, tra i tanti addii, c'è un Capitano che non molla. Si tratta di Massimo Ambrosini, arrivato al Milan nel 1995 e che - salvo una parentesi annuale a Vicenza - ha sempre vestito la casacca rossonera. Recentemente ha ereditato i galloni da Capitano da Paolo Maldini ed anche se, dunque, indossa da poco la fascia, è considerato una vera e propria bandiera, l'ultima rimasta, nel club rossonero.

Merita il giusto spazio anche Gianpaolo Bellini: nato a Sarnico in provincia di Bergamo, sin dall'età di 12 anni ha iniziato la trafila nel settore giovanile dell'Atalanta per poi, a 19 anni, esordire in prima squadra. Da quel giorno - era l'aprile del '99 - Bellini ha messo insieme altre 382 presenze in maglia nerazzurra e adesso si appresta a vivere la sua quindicesima stagione consecutiva con la 'Dea'.

Perché qualche bandiera, ancora, si ostina a restare in alto e a non voler essere ammainata. Nè dalla tentazione dei soldi nè della gloria, nè dalle promesse nè dalla voglia di provare nuove esperienze. Proprio per questo si chiamano bandiere.

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