Nella storia del calcio italiano, soprattutto negli ultimi anni, sono state molte le cessioni di campioni che hanno impoverito dal punto di vista tecnico il nostro campionato.
Campioni che arrivano, campioni che vanno, anche se è innegabile che negli ultimi tempi sono più quelli che lasciano di quelli che sbarcano. Ibrahimovic e Thiago Silva sono gli ultimi due di una lista che negli ultimi tempi si allunga in modo preoccupante. Cessioni che hanno ridato fiato alle casse societarie e che, nel maggior numero di casi, si sono dimostrate azzeccate. Goal.com ha analizzato i 10 trasferimenti più costosi della storia del calcio italiano verso l’estero.
| SAMUEL ETO'O (dall’Inter all’Anzhi, € 27 milioni) |

Che l’ultima stagione dell’Inter sarebbe stata travagliata lo si era capito sin dal mercato estivo, quando il club nerazzurro decide di privarsi di Samuel Eto’o. In tempi di crisi la proposta arrivata dall’Anzhi è di quelle indecenti: 27 milioni per il cartellino e 20 all’anno per tre stagioni al bomber camerunese. In tempo di austerity e di contenimento degli ingaggi, Moratti non può che dire di sì e anche l’ex Barça, poco contento per l’arrivo di Gasperini, non si lascia scappare l’occasione per diventare il calciatore più pagato del pianeta e porta moglie e figli in Russia.
| MARIO BALOTELLI (dall’Inter al Manchester City, € 28 milioni) |

Nell’Inter che ha centrato il Triplete c’è un neo, un volto infelice e che vuole cambiare aria. Mario Balotelli ne ha combinate di tutti i colori, fino a gettare a terra con rabbia la maglia dell’Inter al termine della straordinaria sfida con il Barcellona di San Siro. Scaricato da squadra e tifosi, Moratti si è rassegnato a veder partire il talento più splendente del calcio italiano. Il ricchissimo Manchester City guidato da Mancini mette sul piatto 28 milioni di euro (compresi i bonus) e SuperMario sbarca in Premier con i soliti pregi e difetti, tanto che anche il Mancio perde ripetutamente la pazienza ed è stato a un passo dallo scaricarlo. Poi la vittoria in Premier ha ricomposto i cocci.
| EZEQUIEL LAVEZZI (dal Napoli al Psg, € 31 milioni) |

Il secondo posto in Ligue1 e il pessimo cammino in Europa League hanno indispettito e non poco lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, che ha deciso di non badare a spese e, sulla scia del cugino del Manchester City, Mansour Bin Zayed, ha cominciato a spendere a più non posso. Il primo tassello di una squadra stellare a disposizione di Ancelotti è stato Ezequiel Lavezzi, strappato alla concorrenza dell’Inter con un assegno da 31 milioni di euro (bonus compresi). Per convincere il giocatore un contratto di 4 anni a 4 milioni di euro. E per non farlo sentire solo ecco anche gli avversari di tante battaglie: Ibra e Thiago Silva.
| JAVIER PASTORE (dal Palermo al Psg, € 42 milioni) |

Nell’estate del 2011 è stato il primo grande colpo di Tamim bin Hamad Al Thani, erede al trono dell’emirato del Qatar e proprietario del Psg. Il talento argentino lascia Palermo (e l’Italia) per 43 milioni di euro, che ne fanno l’acquisto più caro della storia del club parigino e del calcio francese. La prima stagione non è andata secondo le attese, visto che la squadra non è riuscita a vincere la Ligue1, nonostante gli ingenti investimenti e Pastore ha confermato il grande talento, ma senza fare il salto di qualità. Con Ibra e Thiago Silva, magari è la volta buona e Al Thani potrà abbozzare un sorriso per la montagna di quattrini investita su di lui.
| JUAN S. VERON (dalla Lazio al Manchester Utd, € 42 milioni) |

Dopo cinque stagioni in Italia, le ultime due con la maglia della Lazio con cui vinse uno scudetto, Juan Sebastian Veron volta pagina e sbarca in Premier League nell’estate del 2001. Il centrocampista argentino è nel pieno della sua carriera quando per 28,1 milioni di sterline (42 milioni di euro) sbarca alla corte di Sir Alex Ferguson, diventando l’acquisto più caro della storia della Premier. Calcio troppo veloce quello inglese per la Brujita, che vince sì un campionato nella seconda stagione ad Old Trafford, ma lascia poco il segno, tanto che lo United non si fa scappare l’occasione di cederlo al Chelsea dopo sole due stagioni, recuperando 15 milioni di sterline.
| ANDRIY SHEVCHENKO (dal Milan al Chelsea, € 45 milioni) |

Dopo un lungo corteggiamento, Roman Abramovich riesce a convincere l’amico Andriy Shevchenko a vestire la maglia del Chelsea. Il 31 maggio 2006 il club inglese annuncia l’ingaggio dell’attaccante ucraino per 45 milioni di euro. Sheva lascia il Milan dopo 7 anni di trionfi e di gol (173), secondo miglior cannoniere nella storia del Diavolo alle spalle dello svedese Nordahl. “Motivi familiari” la motivazione, il pressing della moglie americana che desiderava fare studiare il figlio Jordan in una scuola inglese il pettegolezzo smentito dal giocatore.
| RONALDO (dall’Inter al Real Madrid, € 47 milioni) |

L’estate del 2002 è stata una delle più dure per milioni di tifosi interisti. Con la ferita del 5 maggio ancora aperta (sconfitta all’Olimpico contro la Lazio e scudetto alla Juventus), proprio nell’ultimo giorno di mercato viene ceduto il giocatore più amato, il campione più forte in circolazione: per 47 milioni di euro, Ronaldo passa al Real Madrid. Deve intervenire Moratti in persona per sbloccare la situazione e cedere quello che era sempre stato il suo pupillo. Il Fenomeno aveva chiesto la testa del tecnico Cuper con il quale non c’era mai stato feeling e un aumento dell’ingaggio. Il numero 1 nerazzurro, che negli anni lo aveva trattato come un figlio e gli era stato vicino nei momenti bui dei due gravi infortuni, si sentì tradito e lo lasciò andare via, un addio scortato dalla polizia.
| RICARDO KAKA’ (dal Milan al Real Madrid, € 64,5 milioni) |

Nella stessa estate dell’addio di Ibrahimovic, la Serie A perde un altro dei suoi campioni più splendenti. La crisi economica che sta attraversando il mondo occidentale non risparmia le società di calcio, in particolare quelle italiane che cominciano una politica di contenimento dei costi. Sei mesi dopo aver detto no all’offerta del Manchester City, pronto a mettere sulla bilancia una cifra tra i 100 e i 120 milioni di euro (accettata, ovviamente, dal Milan), Kakà accetta la corte del Real Madrid e nella notte tra l’8 e il 9 giugno firma un contratto di 6 anni con i merengues. Scorrono le lacrime dei tifosi e dello stesso giocatore, mentre il Milan si consola con 64,5 milioni di euro.
| ZLATAN IBRAHIMOVIC (dall’Inter al Barcellona, € 71 milioni) |

Si può cedere il giocatore più forte della rosa e centrare lo storico Triplete? Si può, è quello che ha fatto l’Inter di Mourinho nel 2010. Il 27 luglio 2009 Moratti asseconda i frequenti mal dello svedese e lo cede al Barcellona in cambio di 46 milioni di euro, più Eto’o (valutato 20) e il prestito di Hleb: il bielorusso rifiuta il trasferimento e il club catalano indennizza quello nerazzurro con altri 5 milioni. Mai cessione di un grande campione fu meno dolorosa: l’Inter di Mou elimina proprio il Barcellona di Ibra in semifinale e alza al cielo di Madrid la Champions League, dopo aver vinto il quinto campionato di fila e la Coppa Italia. Con la montagna di euro della cessione di Ibra arrivano i vari Milito, Thiago Motta e Lucio, che cambiano pelle a una squadra che in Europa fino ad allora si scioglieva come neve al sole.
| ZINEDINE ZIDANE (dalla Juve al Real Madrid, € 76,96 milioni) |

Estate 2001. L’euro sarebbe entrato in circolazione solo qualche mese dopo, a partire dal 1 gennaio 2002, ma intanto Luciano Moggi mise a segno l’operazione di mercato più importante della sua carriera. Arrivato a Torino nel 1996 per 10 miliardi delle vecchie lire, il dg della Juventus lo cedette al Real Madrid cinque anni dopo per 149 miliardi, una plusvalenza fantascientifica, e che fino all’estate 2010 – con l’arrivo in merengue di Cristiano Ronaldo per 94 milioni di euro – è stato l’acquisto più costoso della storia del calcio mondiale. Il popolo juventino in subbuglio venne tenuto a bada con un campagna acquisti da favola: Nedved, Thuram e Buffon sbarcarono alla corte di Marcello Lippi. La ‘colpa’ venne fatta cadere sulla moglie del campione francese, che voleva trasferirsi in Spagna e a Moggi venne incontro anche l’Avvocato Agnelli, che definì Zizou “più bello che utile”.

