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L'attaccante svedese tentenna di fronte all'offerta del PSG: il club transalpino, però, ha tutte le carte in regola per provare a trionfare in Champions, ancor più del Milan.

Una grande squadra non si costruisce certo in un anno. Ma, forse, già due potrebbero risultare sufficienti se lo sceicco Al-Khelaifi continuerà a su questi ritmi. Il Paris Saint Germain, appena due anni fa, si accingeva a disputare l'ennesima stagione dalle tante ambizioni, ma dagli scarsi risultati. Adesso, il PSG sogna davvero in grande.

I nomi di Ibrahimovic e Thiago Silva, vicini quanto mai al club della capitale francese, non farebbero altro che arricchire ulteriormente un organico già di tutto rispetto che lo scorso anno ha sfiorato il titolo di Campione di Francia. Adesso, però, la priorità è quella di imporsi sin da subito in Europa, dando quasi per scontato il trionfo in patria.

Del resto, il campionato francese non si attesta certo sui livelli della Liga o della Premier League e dunque con la rosa che Ancelotti avrà a disposizione, imporsi su Lione, Marsiglia, Lille e Montpellier sarà tutt'altro che impossibile.

98 MILIONI SPESI IN ITALIA
7M per Sissoko (Juve)
8M per Menez (Roma)
4M per Sirigu (Palermo)
42M per Pastore (Palermo)
11.5M per T. Motta (Inter)
26M per Lavezzi (Napoli)
Con Ibra e Thiago Silva, poi, ci sarebbe un ulteriore salto di qualità anche sul piano dell'esperienza maturata, tutt'altro che indifferente. Persino Lavezzi, acquisto di punta fino a questo momento, così come Javier Pastore lo scorso anno, non può garantire l'esperienza internazionale della quale invece dispongono i giocatori del Milan.

I dubbi di Ibrahimovic in merito alla possibilità di accettare il trasferimento a Parigi erano di natura economica e tecnica, progettuale.

L'attaccante svedese, infatti, non ha mai vinto la Champions League e sa che, legandosi a lungo al PSG, legherebbe il suo destino a quello del club parigino. Tradotto in altri termini: se il PSG non riuscirà a diventare Campione d'Europa in breve tempo, Ibra chiuderà la carriera senza esserci riuscito.

Tuttavia, fu proprio questo il ragionamento che spinse Ibra a lasciare l'Inter per accordarsi col Barcellona, proprio alla vigilia dell'anno del 'Triplete' nerazzurro.

Al di là della facile ironia che da anni si spreca non appena il nome di Ibrahimovic viene accostato alla Champions League, risulta quindi evidente che - poichè nel calcio non sempre vince il più forte - disputare la massima competizione europea tra le fila della squadra ritenuta migliore, non per forza coincide col trionfo.

Ed inoltre, Real Madrid e Barcellona - che restano ancora una spanna sopra tutte - non sono interessate ad Ibra che, PSG o no, sarebbe dunque costretto a vivere una Champions da 'non favorito'.

L'ALBA DI UN PSG MOSTRUOSO
Sirigu
Jallet - Alex - THIAGO SILVA - Maxwell
Sissoko - Thiago Motta
Menez - Pastore - Lavezzi
IBRAHIMOVIC
Ciò che conta, però, è prendere parte alla Champions con una squadra potenzialmente attrezzata per vincere e, rodaggio a parte, questo PSG - se riuscirà a mettere a segno i colpi che si ripromette - sembra avere tutte le carte in regola per giocarsi le sue chance. Probabilmente anche più del Milan.

Con Ancelotti in panchina e giocatori del calibro di Thiago Motta, Lavezzi, Pastore e, appunto, Thiago e Ibra, sognare il trionfo europeo non è certo una follia. I vari Maxwell, Jallet, Sirigu, Verratti, Sissoko, Menez, Nenè, Alex e Matuidi sono tutti ottimi elementi che puntellano un organico che nulla ha da invidiare alle big d'Europa, spagnole del 'Clasico' escluse.

E' chiaro, tuttavia, che anche Ibra dovrà contribuire con reti pesanti, altrimenti - se anche la stella più luminosa si oscura - trionfare è impossibile per tutti.

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