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La scritta '30 sul campo' è un'operazione di marketing da successo assicurato ma la battaglia mediatica della società lascia qualche perplessità...

“30 sul campo”, lo spot pubblicitario che Andrea Agnelli ha fatto scrivere sulla nuova divisa bianconera. “Non riconosciamo il sistema utilizzato dalla FIGC per conteggiare gli Scudetti”, ha aggiunto in conferenza stampa. Ci verrebbe da dire che la FIGC li conta nell’unico modo consentito ad un’istituzione, rispettando le sentenze della giustizia sportiva. Dunque 28. D’altro canto, comprendiamo la posizione della società bianconera: ha una posizione da difendere, un orgoglio da alimentare, una tifoseria da rappresentare. Senza trascurare l’ottima iniziativa di marketing, dal successo praticamente assicurato.

Tuttavia, sinceramente, la tanto discussa scritta sulla maglia non ci crea orticaria, ci lascia piuttosto indifferenti. Comprensibile che i giocatori e lo staff quei titoli li sentano loro, perché conquistati lavorando duro, con sacrifici veri, battaglie senza esclusione di colpi. Un po’ meno che a farlo sia una società che, al tempo, decise di non difendersi, ammise e accolse con sollievo il verdetto, salvo poi ritrattare successivamente.


La Juve ha strameritato lo scudetto, che sia il 28° o il 30° è solo statistica
Ma preferiamo non addentrarci oltre, perché sinceramente tutte queste discussioni ci sembrano stucchevoli: i 30 sul campo, 2 in tribunale o 28 sulla carta, hanno il sapore di chiacchiera da bar ed è giusto che là restino. La Juventus dello scorso anno ha strameritato di vincere lo Scudetto, al di là delle polemiche, e che sia il 28° o il 30° ci interessa poco, serve solo alle statistiche.

A noi resta negli occhi la splendida squadra di Conte, che ha lottato su ogni pallone, li ha conquistati col cuore e, proprio col cuore, ha raggiunto un risultato impensabile alla vigilia. Ecco, ci piacerebbe che anche la società ne seguisse l’esempio, focalizzandosi sull’attualità, piuttosto che rincorrere vanamente il passato. Isla, Asamoah, Pogba, Gabbiadini e Boakye, queste sono le uscite della dirigenza che ci piacciono di più, perché mostrano la faccia di un club vincente, che nonostante l’ultimo successo non si accontenta e lavora con lungimiranza anche per il futuro.

“La Juve ne ha 31 di Scudetti, visto che ha vinto il campionato di B”, Allegri docet. “Allora il Milan ha 2 stelle, visto che ne ha vinti 2 in B”, ha replicato Agnelli. “30 scudetti? Per me 28 sono pure troppi”, ci ha messo il carico Zeman. Tutto sommato, queste querelle non ci dispiacciono, fanno parte del gioco. Finché lo sfottò resta sano, ben venga. L’importante è che non si vada oltre. E che nessuno si prenda troppo sul serio.

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