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L'Inter sta puntando con decisione su Lucas e Paulinho: la trattativa per arrivare al primo è difficile, per il secondo - invece - ci sono buone possibilità.

Dall’Italia al Brasile. Dopo Palacio, Handanovic e Silvestre, la missione si è spostata in Sudamerica. La campagna rafforzamenti nerazzurra passa per San Paolo, la città più multiculturale del Brasile con i suoi oltre 11 milioni di abitanti. In casa Inter, a dire la verità, ne interessano solo due: Paulinho, 23enne volante del Corinthians, e il 19enne Lucas Moura, centrocampista offensivo del San Paolo.

Con l’addio di Lucio e quelli ormai prossimi di Julio Cesar e Maicon, Stramaccioni ha individuato nei due giovani talenti la nuova linfa verdeoro da immettere nella sua Inter, per quel mix sudamericano (Argentina e Brasile) sul quale sono state costruite le fortune degli ultimi anni. Due trattative molto diverse tra loro, ma che non saranno facili da chiudere.


Il Brasile non è più terra di conquista, gioielli difficili da comprare
In primo luogo perché ormai il Brasile non è più terra di conquista: anche da quelle parti circolano parecchi soldi e club come Corinthians e San Paolo possono permettersi ingaggi a livello europeo e non sono disposti a vendere i loro gioielli a cuor leggero. In più (è il caso di Paulinho) i cartellini dei giocatori sono spesso divisi tra diversi proprietari e con più interlocutori è difficile mettere tutti d’accordo e chiudere in tempi brevi. In terzo luogo (e questo è il caso di Lucas) le pretendenti non mancano e un’asta non può che penalizzare i più ‘poveri’ club italiani.

E non bisogna dimenticare che tra due anni i Mondiali si disputeranno proprio in Brasile, quindi giocare in patria rappresenta una grande vetrina, mentre un’avventura (rischiosa) in Europa potrebbe compromettere la convocazione.

Diciamo subito che per caratteristiche si tratta di due giocatori che a Stramaccioni servono come il pane: il primo abbina quantità a qualità e con Guarin formerebbe una grande diga in mezzo al campo, quella che è franata l’anno scorso con il calo di rendimento di Cambiasso e l’addio di Thiago Motta; il secondo, invece, darebbe svariate soluzioni in avanti: grazie alla sua velocità sarebbe perfetto in un eventuale 4-3-3, mentre nel 4-2-3-1, con Sneijder e Palacio formerebbe un trio di grande qualità alle spalle di Milito.

Entrambi si sono espressi su un eventuale futuro in nerazzurro: più freddo Paulinho, che non disdegnerebbe giocare il Mondiale per Club a dicembre, mentre Lucas ha aperto le porte. A dispetto, però, delle dichiarazioni, la trattativa con il centrocampista del Corinthians è più facile da chiudere. Nel suo viaggio in Brasile, Ausilio ha già trovato l’accordo con Audax e BMG, che detengono il 90% del cartellino:

Per arrivare a Lucas si potrebbe sacrificare Wesley Sneijder
8,5 milioni di euro la cifra messa sulla bilancia. Il Corinthians, che ha il restante 10%, si è indispettito, ma ora è a un bivio: pareggiare o superare l’offerta nerazzurra e acquistare per intero il giocatore o rassegnarsi a vederlo partire.

Per Lucas, invece, il grande problema è la concorrenza estera, che di ora in ora fa lievitare il prezzo del suo cartellino. Nei giorni scorsi c’è stato un sensibile avvicinamento dopo un colloquio con l’agente del ragazzo, tanto che Moratti era disposto ad alzare la posta in palio fino a 25 milioni, non distante dai 30 chiesti dal San Paolo. Peccato che si sia intromesso di prepotenza il Manchester United, che con 38 milioni di euro ha fatto la felicità del club paulista e neutralizzato l’offerta interista.

Con i tempi che corrono, una cifra che in casa Inter si potrebbe racimolare solo con un’altra cessione eccellente, del pezzo più pregiato: Wesley Sneijder, corteggiato da Anzhi e Zenit. Un bel dilemma ad Appiano e dintorni…

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