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La nuova Inter va costruita attorno al 10 olandese, l'unico fuoriclasse del gruppo nerazzurro. Evitare equivoci tattici, può giocare solo dietro le punte.

Bastano poche parole, una frase, per far correre un brivido freddo sulla schiena. Come quelle pronunciate sabato da Andrea Stramaccioni dal ritiro dell'Inter a Pinzolo. “Wesley incedibile? Oggi come oggi è un termine fuori luogo. Dal punto di vista tecnico è fondamentale, ma non dirò mai che è incedibile, è un abuso di potere; nessuno lo è”. Wesley, ovviamente, è Sneijder.

Quello che l’anno scorso di questi tempi era un uomo mercato e che se non fosse stata per l’offerta folle dell’Anzhi a Eto’o avrebbe fatto le valigie. Quello che l’anno scorso, tra incomprensioni tattiche (con Gasperini e Ranieri) e infortuni, ha vissuto una delle stagioni più amare della carriera, ma rimane sempre quello che nel 2010 ha guidato l’Inter a suon di gol ed assist verso lo storico Triplete.

Di questi tempi, visto la fine che stanno facendo gli altri reduci (da Lucio a Julio Cesar, a breve sarà il turno di Maicon e probabilmente Stankovic), non proprio un bel biglietto da visita. Ma questa nuova Inter che sta nascendo, un mix tra giovani e calciatori navigati, non può fare a meno dell’apporto dell’olandese, tanto più che un’offerta folle per lui sulla scrivania di Branca questa estate difficilmente arriverà.

Wesley dal punto di vista tecnico è fondamentale, ma dire che è incedibile è un abuso di potere: nessuno lo è

- Andrea Stramaccioni

Non sarà incedibile, ma al momento è insostituibile: Coutinho e Alvarez ne devono ancora fare di strada. Il disastroso Europeo dell’Olanda ha fatto sorridere i tifosi nerazzurri, spaventati dal fatto che Wes potesse esaltarsi con gli Orange e tornare a far gola in Premier League (e a far lievitare il valore del cartellino).

Costruire la squadra attorno a lui, ecco cosa dovrà essere bravo a fare Stramaccioni. Quindi niente 4-3-3, anche perché al momento l’unico esterno di ruolo è Palacio, mentre i vari Sneijder, Coutinho e Alvarez sarebbero solo adattati a un ruolo che non compete loro.


Dribblare da subito i dubbi tattici di 12 mesi
fa: Wes è trequartista
E’ importante evitare sin da subito i dubbi tattici che ci sono stati l’anno scorso con Gasperini e Ranieri: Wes non può giocare centrale in un centrocampo a tre e non è nemmeno un esterno d’attacco, tanto meno una seconda punta come Ranieri a volte lo ha impiegato. E’ un 10, un trequartista, uno dei migliori che ci sono in circolazione.

In attesa di Lucas o Krasic, là davanti non si può prescindere da Sneijder, Milito e Palacio. Ci sono Coutinho e Alvarez che scalpitano, ma dovranno crescere per sperare di scalzare i compagni. Nel nuovo progetto sono il presente e il futuro, ma devono necessariamente fare il salto di qualità.

In un ipotetico 4-2-3-1,  almeno uno dei due giovani potrebbe trovare spazio nel terzetto alle spalle di Milito, per un’Inter votata all’attacco e (possibilmente) allo spettacolo. Vincere divertendo è l’obiettivo del nuovo corso: difficile farlo senza giocatori di classe e il fantasista di Utrecht in questa Inter 2.0 non è secondo a nessuno.

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