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Toccherà al ragazzo prendere la decisione finale sul trasferimento in Francia, ormai probabilissimo. Ma la storia insegna: i nostri giovani hanno vita dura all'estero.

Pescara e PSG hanno trovato l'accordo, ora manca solo l'ok del giocatore, che sembra solo una formalità. Così, un altro patrimonio del nostro calcio si trasferirà all'estero e non potremmo ammirarne la crescita. Poco male, non ne facciamo un dramma: Marco Verratti maturerà sotto l'occhio attento del nostro Carletto, che ha plasmato il suo sosia (nonché il suo idolo), e grazie ai suggerimenti dell'uomo di calcio Leonardo, globetrotter e genio del pallone.

Dicevamo che manca solo il sì definitivo del gioiello del Pescara che in origine si era immaginato un altro film: ancora un anno a casa, poi il salto alla Juventus, per prendere l'eredità del suo mentore Pirlo. E non è detto che la sua ferma volontà, espressa con decisione finora (tanto da far imbufalire il Pescara che avrebbe voluto cederlo a tutti tranne che ai bianconeri) non abbia la meglio.

Tuttavia, sembra molto difficile un finale a sorpresa, perché l'offerta degli sceicchi è veramente fuori portata: 14 milioni per un ventenne di buone (anche ottime) speranze, è davvero tanta roba; impensabile che, dopo un'offerta del genere, una trattativa possa ricominciare sulle basi di 5 milioni scarsi per la comproprietà (per di più con contropartite tecniche).

Sono treni che passano una volta sola, capisco che voglia andare. In Italia si devono rivedere le politiche sui giovani

- Daniele Sebastiani

Dunque, senza cambi di programma dell'ultimo minuto, un altro dei nostri giovani si trasferirà all'estero in cerca di successo: una sorte di fuga di cervelli applicati al calcio italiano, economicamente impossibilitato nel trattenerli, almeno tanto quanto incapace di dar loro fiducia. Non resta che augurarci, però, che Verratti inverta il trend degli ultimi tempi: non ci ricordiamo, infatti, un solo giovane “emigrato” che sia riuscito a sfondare.

Tutti, prima o poi, hanno dovuto far rientro a casa per esplodere (non è un caso, forse, che all'estero ci considerino mammoni). Fatto sta che dai tempi di Gattuso, passando per Giuseppe Rossi e arrivando a Fabio Borini, il bilancio dei nostri ragazzi che hanno cercato fortuna all'estero, è quasi sempre stato misero.


Negli ultimi anni i nostri
giovani han fatto ritorno
a casa per consacrarsi
Auguriamo a Verratti di non fare la fine di Aquilani, partito con tantissime speranze in direzione Liverpool, senza però mai riuscire ad ambientarsi, e rimasto ingabbiato da un contratto extralusso che gli ha rimpinguato il conto in banca, ma anche riempito il curriculum di rimpianti.

Senza andare troppo lontano, l'esempio di Pastore potrebbe servire da monito: che non si pensi che la Ligue 1 sia una passeggiata di salute e proprio il caso del PSG, sverniciato dalla matricola Montpellier nell'ultima stagione, sta lì a dimostrarlo.

Siamo certi che andare a giocare - o più probabilmente a far panchina -  a Parigi sia la scelta migliore dal punto di vista tecnico? Probabilmente no, ma come spesso accade nel calcio moderno il tintinnio dei soldi copre il richiamo dei sogni...

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