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Il difensore centrale brasiliano aveva denotato non pochi problemi con la difesa a 3, ai tempi di Gasperini all'Inter. Conte sarà costretto a tornare con la difesa a quattro?

Quando la scorsa estate la Juventus aveva annunciato l'ingaggio di Pirlo, non avevamo avuto dubbi, classificandolo come un'ottima operazione: Andrea era il giocatore che serviva al centrocampo bianconero per doti tecniche, sagacia tattica ma soprattutto per personalità. Ovviamente, l'annata straordinaria dell'ex rossonero è andata oltre le più rosee previsioni, ma che potesse aumentare il livello qualitativo e caratteriale della squadra, era preventivabile. Il costo zero dell'operazione, poi, limitava anche i rischi di un eventuale fallimento.


All'Inter, ai tempi di Gasperini, Lucio aveva denotato difficoltà con la difesa a tre
Facendo le debite proporzioni – perché di Pirlo ce n'è uno solo – con l'arrivo di Lucio sembra di assistere ad un remake. Il difensore brasiliano in quanto ad esperienza e personalità, non ha nulla da invidiare a nessuno, neanche al collega italiano. La Juve cercava esattamente un calciatore con le sue caratteristiche, di forza fisica e caratteriale, con grande leadership. L'ex nerazzurro ha tutte queste caratteristiche, alle quali aggiunge anche un'integrità fisica che, statisticamente, non ne mette a repentaglio più di tanto le performance nonostante una carta d'identità un po' sbiadita.

Personalmente ci permettiamo di nutrire qualche dubbio solo a livello di compatibilità tattica: con la difesa a 3 (o a 5 che dir si voglia) Lucio ha mostrato più di un problemino ai tempi di Gasperini. Sempre che Conte non decida di tornare alla retroguardia a quattro, ma in quel caso dovrà tenerlo al guinzaglio per evitargli le sue classiche (e tachicardiche per compagni e allenatore) sortite offensive. Tuttavia, il campionato è lungo, c'è la Champions che aspetta una Juve in versione protagonista e Lucio nella rosa di Conte ci sta tutta la vita. Soprattutto a costo zero.

Il brasiliano consente al tecnico bianconero di aumentare il livello di personalità in campo, si garantisce un'alternativa di lusso in caso di assenze, gli garantisce di variare il tema tattico (ad esempio spostando più o meno saltuariamente Chiellini a sinistra). Senza dimenticare che si tratta di un arrivo a costo decisamente limitato: nessun euro sborsato per il cartellino, 2,5 milioni per un ingaggio che – con le cifre che circolano – può essere definito a prezzo di saldo. Come dicevamo l'anno scorso per Pirlo, ci sembra un'operazione a rischio zero, oltre che a parametro zero, senza alcuna controindicazione. Almeno noi non ne vediamo.

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